Lunedì, 16 Luglio 2018

    Rifiuti, Legambiente attacca il Comune: “Maglia nera in Puglia”

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Sulla raccolta differenziata, Legambiente è fortemente critica nei confronti dell’amministrazione comunale e non usa mezzi termini per esprimere la propria pozione. Alla base della dura critica ci sarebbero diversi punti: la mancata comunicazione dei dati relativi alla differenziata fermi ormai ad ottobre del 2017; le tante motivazioni addotte per giustificare i ritardi accumulati rispetto ai comuni vicini; la mancata estensione della raccolta differenziata ad altri quartieri della città oltre quelli della sperimentazione pilota (Lama-Talsano-San Vito).

    Iniziamo dal primo punto. Secondo Legambiente: “Dopo gli incrementi registrati a ottobre del 2017 nella percentuale di raccolta differenziata di rifiuti nel comune di Taranto, volevamo sapere cosa fosse successo nei mesi successivi. Abbiamo perciò consultato l’osservatorio regionale, ma abbiamo constatato che stranamente i dati inseriti dal Comune di Taranto sono fermi a ottobre del 2017cioè a 5 mesi fa”

    “A quel punto – si legge ancor nella nota dell’associazione - abbiamo controllato  gli altri comuni capoluogo di provincia  per verificare se fosse un atteggiamento generalizzato, ma abbiamo potuto osservare che non è così: metà segnala i dati fino a dicembre 2017, l’altra metà arriva a febbraio del 2018; il Comune di Taranto è, quindi, maglia neraultimo tra i capoluoghi pugliesi nella solerzia con cui si mettono a disposizione dei cittadini dati che interessano tutti”.

    A questo si aggiunge, secondo Legambiente, la mole di giustificazioni date per spiegare le motivazioni alla base dei ritardi accumulati nel far partire la differenziata in tutta la città.  L’associazione parla di vere e proprie “bufale”: “C’è chi, ad esempio, sostiene che non si può paragonare il dato di Taranto con quello di molti comuni della sua provincia (che hanno fatto grandi passi in avanti) a causa del diverso numero di abitanti. Dimenticando, evidentemente, che il dato vergognoso di Taranto,  città di quasi 200mila abitanti, è meno della metà di quello di  Bari […]. Altri mettono in risalto la eccessiva vastità del territorio che renderebbe più difficile raggiungere determinati risultati. Non avendo presente, evidentemente, l’esempio di Parma città di quasi 195mila abitanti (poco meno di Taranto), con una estensione di 260 chilometri quadrati (poco più di Taranto che ne conta 250) in cui la raccolta differenziata supera il 75% “.

    Infine la stoccata all’assessore all’Ambiente, De Franchi, che recentemente ha affermato che da metà aprile la raccolta differenziata subirà un’accelerazione: “Ad agosto dell’anno scorso avevamo chiesto alla attuale amministrazione Comunale – ribadisce l’associazione ambientalista - di voltare pagina rispetto al passato  e di mettere mano in tempi brevi a un progetto serio che estendesse gradatamente il “porta a porta” a tutta la città secondo un preciso cronoprogramma. Avevamo chiesto di partire dal quartiere Paolo VI° considerato che c’era già stata nei mesi precedenti una campagna di informazione, con manifesti, inserzioni pubblicitarie, spot televisivi, incontri, corsi di formazione, ecc… Stiamo ancora aspettando.

    L’opinione di Legambiente è che “si sono persi sette mesi inutilmente, visto che non viene ancora  fornito alcun cronoprogramma con obiettivi concreti e date di verifica, ma solo generiche rassicurazioni e, soprattutto,  che si persiste in un atteggiamento sbagliato che pensa di limitare l’innovazione nella modalità di raccolta ai soli luoghi dove è possibile farla agevolmente”. 

     

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