Sabato, 22 Settembre 2018

    Peacelink a Roma per parlare di Ilva e disastro ambientale

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Peacelink sbarca a Roma dove insieme ad altre organizzazioni questa mattina presenta un report dal titolo “Il disastro ambientale dell’ILVA di Taranto e la violazione dei diritti umani” . Un dossier che metterebbe in luce – secondo l’associazione ambientalista - le negligenze del governo italiano nello scandalo che coinvolge la più grande acciaieria d’Europa.


    “Le conseguenze dannose delle attività di Ilva – si legge in una nota diffusa da Peacelink - erano note al Governo italiano sin dagli anni ‘90. Tuttavia, l’adozione di misure volte a prevenire e limitare tali conseguenze è stata deliberatamente ritardata dal legislatore, in flagrante violazione degli obblighi di proteggere, rispettare ed attuare i diritti umani sanciti dal diritto internazionale ed europeo e ratificati dall’Italia. Pertanto, chiediamo al governo italiano di adottare senza più ritardo le misure necessarie per limitare drasticamente il disastro ambientale e umano causato dall’Ilva”.
    Lo stabilimento di Taranto, inaugurato nel 1964, è l’acciaieria più grande d’Europa e una tra le più grandi del mondo e attualmente occupa circa 11.000 dipendenti, rappresentando il 75% del prodotto interno lordo della provincia di Taranto.
    “La gravità dell’impatto di Ilva sulla popolazione non lascia dubbi sulla violazione di diritti inalienabili quali il diritto alla vita, alla salute e a vivere in un ambiente sano, riconosciuti non solo dalla nostra carta costituzionale ma anche dal diritto internazionale e dalla convenzione europea dei diritti dell’uomo” afferma Anton Giulio Lana, presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani.
    Il report pubblicato oggi sottolinea come il bilanciamento tra interessi economici ed occupazionali e tutela dei diritti fondamentali non possa svolgersi unicamente a discapito di questi ultimi. “Uno stato di diritto che ha ratificato i trattati internazionali sui diritti umani ed è parte della convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Carta Sociale Europea ha il dovere e la responsabilità di porre in essere tutte le misure idonee a tutelare efficacemente tali diritti” ribadisce Dan Van Raemndonck, segretario generale della FIDH.
    In conclusione, Peacelink avverte: “È dovere del governo italiano proteggere, rispettare e dare attuazione ai diritti umani nei confronti di violazioni perpetrate dalle imprese. In mancanza di un rapido intervento da parte delle autorità competenti, nazionali e locali, FIDH e UFTDU presenteranno formalmente un reclamo collettivo al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa per far dichiarare le violazioni del diritto alla salute dei cittadini di Taranto e del diritto dei lavoratori ad avere condizioni di lavoro sicure e non nocive”.

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