Martedì, 24 Ottobre 2017

    Spararono in pieno giorno in via Cesare Battisti: arrestati due uomini

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Nelle prime ore della mattinata di giovedì 3 luglio, gli agenti della Questura di Taranto hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due tarantini, ritenuti responsabili di una sparatoria avvenuta lo scorso 2 luglio a Taranto.

    Si tratta dei pregiudicati B.C. e S.F., rispettivamente di 54 e 58 anni, gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

    I fatti
    Intorno alle 10:30 di domenica 2 luglio, in via Cesare Battisti quasi all'altezza di via Zara, due persone aprirono il fuoco per strada nel tentativo di causare la morte di un pregiudicato tarantino di 32 anni. Due i colpi di pistola sparati ma nessuno fortunatamente andò a segno. La vittima che si trovava in compagnia della moglie, riuscì a mettersi in salvo, mentre i due aggressori si diedero velocemente alla fuga.

    Le indagini
    Sul posto intervennero gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica. Vennero trovati due bossoli calibro 7,65. ed avviate le indagini per fare piena luce sull'accaduto.
    I passanti, spettatori, loro malgrado, del tentato agguato messo a segno in pieno giorno, fornirono le prime informazioni ai poliziotti. Anche la vittima, tornata indietro sul luogo dei fatti, diede alcune indicazioni, pur tacendo volutamente sull’identità del soggetto che aveva tentato alcuni istanti prima di colpirlo a morte. Il 32enne descrisse l’abbigliamento del suo aggressore, ma affermò che l'uomo indossava un casco integrale che gli aveva impedito di scorgerne il viso; circostanza risultata poi del tutto falsa, al punto da costargli il deferimento per favoreggiamento personale.
    L'analisi dei sistemi di video-sorveglianza nelle vie limitrofe al luogo dell'agguato, ha consentito di individuare uno dei due responsabili che corrispondeva alla descrizione fornita dalla vittima e dai soggetti estranei ai fatti. Acquisiti poi i tabulati telefonici dell'aggressore identificato, è stato possibile risalire al complice, con il quale ha avuto dei contatti sia prima che dopo la sparatoria. I due infatti, dopo l'esplosione dei colpi sarebbero scappati prendendo direzioni opposte e solo in un secondo momento, si sarebbero ricontattati per ricongiungersi e allontanarsi insieme dalla zona, a bordo di un unico mezzo.

    Quanto al movente, certamente è escluso che il fatto attenga a contesti di criminalità organizzata. Pur dovendosi evidenziare l'assenza di collaborazione della vittima, il quale ha taciuto in ordine all'identità dei due assalitori ed ai loro reciproci rapporti, l'ipotesi investigativa, ancora al vaglio, è che si tratti di contrasti in relazione a richieste estorsive che la vittima per un verso e gli aggressori dall'altro, stavano avanzando nei confronti di un altro soggetto.

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