Giovedì, 23 Novembre 2017

    Anziana aggredita in ospedale: fermato un 42enne

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Fermato l'uomo che ha aggredito l'anziana donna 73enne (che versa ora in stato di coma) mentre si trovava in osservazione presso il pronto soccorso dell'ospedale SS.Annunziata di Taranto.

    Al termine dell'attività di indagine condotta dagli investigatori della Polizia di Stato della Questura di Taranto sotto il coordinamento dalla locale Procura della Repubblica, nella tarda serata di mercoledì 9 agosto, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla stessa procura nei confronti di un 42enne tarantino, M.G. le sue iniziali, pregiudicato e gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto illegale di strumenti atti ad offendere.

    La ricostruzione dei fatti
    L’uomo, disteso su un fianco in una delle salette di attesa del Pronto Soccorso, dopo essersi improvvisamente svegliato, e dopo aver mimato ripetutamente il gesto di colpire con violenza qualcuno, è uscito velocemente dalla stanza in cui si trovava, con la mano sinistra nella tasca del suo gilet (la medesima tasca dove si è potuto ricostruire era solito occultare un cacciavite), portandosi all’interno della sala, poco distante, in cui giaceva la donna, e dalla quale poi, dopo l'aggressione, ha raggiunto l'uscita del Pronto Soccorso e si è allontanato rapidamente. 

    L'uomo è ritenuto responsabile di aver compiuto atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte della 73enne, colpendola alla tempia destra e conficcandole in profondità nel cranio un oggetto contundente sottile e acuminato provocandole così un vastissimo ematoma cranico.

    Tramite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno della struttura, è stato possibile ricostruire la fase della violenta aggressione alla donna e, seppure solo in parte, gli spostamenti dell'uomo. Le dichiarazioni rese da alcune persone presenti nelle immediate vicinanze della stanza dove giaceva la vittima poi, hanno consentito di addebitare al 42enne la responsabilità per l’avvenuta aggressione.
    In ordine all’utilizzo di un “cacciavite” usato nell'aggressione, la ricerca di atti contenuti nel fascicolo personale dell’indagato ha consentito di rinvenire una traccia storica certa al riguardo, avendo la moglie di quest’ultimo sporto, nel 2008, una querela in cui rappresentava di avere subìto proprio dal marito un’aggressione con un cacciavite.
    Addosso al fermato sono stati anche ritrovati una serie di documenti, da lui gelosamente custoditi in tasca, relativi a precedenti denunce nei confronti di una pluralità di persone, per asserite aggressioni e minacce subite, ed in relazione alle stesse, una serie di schede di accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Taranto, ove il medesimo si recava allo scopo di farsi refertare.
    A formalità espletate, l'aggressore è stato condotto presso la locale Casa circondariale.

     

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