Martedì, 14 Agosto 2018

    Maxi operazione anti evasione: nel mirino anche l’Eni di Taranto

    C’è anche lo stabilimento di Taranto tra le 13 raffinerie finite nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Roma. Gli uomini delle Fiamme Gialle, coordinati dalla procura capitolina, hanno proceduto al sequestro preventivo dei sistemi di misurazione dei prodotti petroliferi installati in numerosi depositi.

    Secondo quanto emerso dalle indagini, la frode veniva realizzata mediante la manomissione di tali strumenti di misurazione ( detti "testate"), l'arbitraria modifica delle variabili di volume, la temperatura e densità dei carburanti e l'alterazione informatica delle "testate”.
    Ciò ha comportato la commercializzazione di quantitativi di carburanti superiori a quelli realmente estratti dai depositi e risultanti dalla documentazione contabile. Secondo l'accusa sarebbero stati evasi 10 milioni di euro relativi al pagamento delle accise su 40 milioni di litri di prodotti petroliferi.
    In tutto sarebbero 18 gli indagati, quattordici di questi sono dipendenti Eni, quasi tutti direttori e responsabili operativi di depositi e raffinerie. Al momento, non sono indagati i loro superiori. Gli altri quattro finiti sotto inchiesta sono dipendenti degli Uffici metrici di Roma, Pavia e Livorno.

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