Domenica, 25 Febbraio 2018

    Fermata nave da carico panamense, “anomala gestione dei rifiuti oleosi”

    Una nave battente bandiera panamense ormeggiata presso il terminal rinfuse Ilva è stata fermata dalla Capitaneria di porto di Taranto.  Il nucleo “Port State Control” ha ritenuto opportuno adottare tale provvedimento “in quanto l’unità dopo una ispezione durata circa 12 ore è risultata essere in condizioni sub-standard secondo le normative internazionali per la sicurezza della navigazione”.

    Si tratta della nave da carico “Ormi” di tipo “bulk carrier”, ovvero portarinfuse. Sono navi usate per trasportare carichi non-liquidi e non unitarizzati in container o pallet.

    Tra le “gravi carenze” cui fa riferimento la Guardia Costiere, “si registra anche la anomala gestione di rifiuti liquidi oleosi, che se non scaricati presso una stazione di ricezione a terra, potevano essere illecitamente riversati in mare”.

    Al momento l’unità risulta ancora ferma nel porto di Taranto, in attesa dei controlli da parte degli ispettori del cosiddetto “registro di classifica” responsabile del rilascio della certificazione di sicurezza.

    Non si tratta di un’attività isolata, fa sapere la Capitaneria di Porto. “Giova ricordare – è scritto nel comunicato ufficiale dalla stessa diramato - che il Nucleo PSC ha da sempre profuso notevoli sforzi nella lotta al fenomeno delle “carrette” del mare, ovvero navi sub-standard che, in difformità delle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo pregiudizio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino,, soprattutto a seguito del riconoscimento dell’area del Mar Piccolo come area  Sin (sito d’interesse nazionale).  

    Il bilancio del 2017 parla chiaro: 45 navi straniere ispezionate, 4 detenute e 135 deficienze totali riscontrate. “Tali dati – afferma il capitano di vascello, Claudio Durante, hanno contribuito a far si che l’Italia, anche nell’anno appena concluso, si sia attestata ai primissimi posti fra i paesi che aderiscono al memorandum di Parigi, ossia quello specifico accordo tra le autorità marittime di Stati limitrofi o comunque interessati dagli stessi scambi commerciali via mare, che regola l’attività del Port State Control”.

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