Mercoledì, 25 Aprile 2018

    OMICIDIO DRAGONE: C’E’ UN ARRESTO

    A distanza di appena 40 giorni è stato presumibilmente risolto il caso dell’omicidio perpetratosi la notte dell’Epifania a Palagiano.

    I Carabinieri di Taranto e Massafra, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo Carabinieri di Bari Palese e di una unità cinofile antiarmi/antiesplosivo del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, hanno dato questa mattina esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Taranto, dottor Martino Rosati, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dottor Remo Epifani, nei confronti del 57enne massafrese Salvatore Bocconi, un commerciante pregiudicato da oggi ritenuto formalmente responsabile dei reati di omicidio, porto e detenzione in luogo pubblico di armi da fuoco e detenzione illegale di munizionamento, nonché di danneggiamento.

    L’operazione dei carabinieri è il risultato di una rapida e complessa indagine avviata dai militari a seguito del rinvenimento il giorno dell’Epifania del corpo senza vita del bracciante agricolo Cosimo Dragone, che fu rinvenuto in località Pino di Lenne, nelle campagne di Palagiano. Come certificato poi dall’autopsia, si accertò che l’uomo era stato colpito mortalmente alla gola, da quello che è risultato essere un colpo esploso da un fucile calibro 16.

    Sono quindi state immediatamente avviate le indagini, che hanno contemplato l’ascolto di persone vicine alla vittima e l’analisi dei tabulati telefonici del cellulare di Dragone, ma anche la visione delle immagini delle telecamere presenti nella zona dell’omicidio.

    Tale attività ha quindi consentito di raccogliere numeroso materiale accusatorio nei confronti del massafrese il quale, si è appurato, era amico della vittima e spesso era stato visto passeggiare in sua compagnia. Le telecamere installate in un’abitazione rurale prossima a quella in cui è stato assassinato Cosimo Dragone, ed un’altra ubicata presso una stazione di servizio della S.S. 106, hanno inoltre immortalato i due amici intenti a rientrare in casa della vittima, dove verosimilmente avevano dormito nella nottata del 3 gennaio, per poi allontanarsi alle successive ore 9 circa del 5 gennaio a bordo di una Fiat Stilo Station Wagon di colore bianco e di un autocarro Iveco (entrambi automezzi di modello e colore compatibili con quelli in uso a Salvatore Bocconi), alla volta della stazione di servizio, dove sostavano pochi minuti per una consumazione al bar.

    Dagli accertamenti, è inoltre emerso che Salvatore Bocconi era stata l’ultima persona a cui Cosimo Dragone aveva telefonato, nella serata del 4 gennaio, ed anche l’ultima che lo aveva contattato. Inoltre, nel corso di un tentativo di chiamata, il telefono di Salvatore Bocconi era stato agganciato dalla cella telefonica ubicata a Palagiano, nella cui area di copertura ricade proprio l’abitazione della vittima. Tale dato ha assunto maggiore significato in termini indiziari, allorquando è stato supportato dai filmati delle telecamere che hanno immortalato, nello stesso arco orario e precisamente alle ore 20.49 del 4 gennaio, un’autovettura con una persona a bordo e con la lampadina destra del porta targa fulminata, mentre percorreva la stradina di accesso all’abitazione di località Pino di Lenne, per poi allontanarsi velocemente dopo circa 12 minuti. Proprio la lampadina fulminata della targa si è rivelata assai preziosa, allorquando da una telecamera di sorveglianza è stato rilevato che anche la Fiat Stilo di colore bianco, a bordo della quale viaggiava un individuo dalle fattezze fisiche compatibili con quelle di Salvatore Bocconi, recatosi a danneggiare i pneumatici della macchina in uso ai genitori della vittima (nel verosimilmente proposito di ritardare la scoperta del cadavere) aveva il medesimo malfunzionamento all’illuminazione del porta targa.

    Dopo quella notte Salvatore Bocconi, fatto l’ultimo tentativo di chiamata alle ore 20.53 del 4 gennaio – data in cui il medico legale, all’esito dell’esame autoptico, collocava il decesso – ha definitivamente interrotto i frequentissimi contatti telefonici con Cosimo Dragone ed ha cercato, sin da subito, di allontanarsi da quei luoghi.

    Inoltre il 56enne ha anche smesso, poco dopo, di usare il proprio cellulare, rendendosi irreperibile. In particolare, anche attraverso lo studio dei tabulati telefonici, i militari hanno avuto certezza che Salvatore Bocconi aveva trascorso la notte tra il 4 ed il 5 gennaio in un’abitazione in suo possesso, che si trova in contrada Bellomo a Mottola, in cui non dimorava da molto tempo.

    Proprio nel corso di una perquisizione effettuata in questa abitazione, nelle decorse settimane, i militari hanno scoperto 15 cartucce per fucile calibro 16, le stesse che hanno tolto la vita al bracciante di Palagiano. Munizioni che, Salvatore Bocconi, aveva nascosto in una panca posta all’esterno della villa. i Carabinieri rinvenivano 15 cartucce per fucile da caccia calibro 16. La Scientifica ha poi definitivamente confermato che si tratta esattamente degli stessi proiettili

    Alcuni conoscenti della vittima hanno infine riferito di un presunto debito di denaro contratto da Cosimo Dragone nei confronti dell’amico Salvatore Bocconi, che avrebbe fatto deteriorare il rapporto tra i due al punto da sfociare, spesso, in accesi litigi nel corso dei quali Salvatore Bocconi non aveva mancato di esternare veri e propri propositi omicidi nei confronti dell’amico.

    Gli elementi raccolti, ritenuti dal Gip di elevata gravità indiziaria, hanno consentito l’emissione del provvedimento eseguito in data odierna.

    L’arrestato, che è stato rintracciato nelle adiacenze di un camper, verosimilmente prestatogli da un amico, nel quale si ritiene che abbia trascorso le sue giornate nei giorni successivi all’omicidio, è stato fermato all’interno di un cantiere navale che si trova nel quartiere Tamburi.

    L’uomo, terminate le formalità di rito, è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Taranto, in attesa dell’interrogatorio di garanzia del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    ibl_new.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    ibl_new.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati