Mercoledì, 25 Aprile 2018

    Operazione “Tramontone Bis”. 2 arrestati per tentata estorsione ad un imprenditore

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Consigliavano ad un imprenditore edile di fuori provincia di “mettersi a posto” per non subire danneggiamenti ed atti di violenza.

    Arcangelo PALOMBELLA, 38enne, e Giuseppe LIDDI, 32enne, entrambi pregiudicati, tarantini, sono stati ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata e continuata in danno di un imprenditore edile.

    La vicenda ha radici che affondano nel recente passato e nell'operazione Tramontone.

    Pochi giorni dopo il primo abboccamento, l'imprenditore vessato dalle richieste ed intimorito dalla continua e stringente presenza dei due soggetti in prossimità del cantiere, decise di allontanarsi dallo stesso con l’intento di evitarli.

    Ma dopo aver riconosciuto i due nelle foto apparse sugli organi di informazione, la vittima si convinse a sporgere denuncia.

    Le investigazioni hanno confermato quale epicentro dell’azione criminale il popolare quartiere di Tramontone della borgata Talsano di Taranto, nel quale entrambi gli arrestati sono residenti. È emerso altresì, quale segno distintivo della valenza intimidatoria dell’approccio di LIDDI e PALOMBELLA, che entrambi avevano anche effettuato una sommaria “stima” dei lavori che la vittima stava realizzando, attribuendo agli stessi il valore di 1 milione di euro, così sottintendendo di essere a conoscenza della sua disponibilità finanziaria e dei danni che avrebbe potuto subire.

    Significativa, l’espressione “tu devi lavorare qui per tre anni”, di evidente valenza intimidatoria poiché con essa i due hanno volevano far comprendere all’imprenditore che, acconsentendo alle loro richieste, egli avrebbe affrontato con serenità il lungo periodo dei lavori di cantiere; altrettanto significativo il riferimento alla provenienza da fuori dell’imprenditore compendiata nell’espressione “tu vieni dal paese a lavorare” per evidenziare l’esistenza di una prassi in uso in zona, con implicito invito ad adeguarvisi.

    Entrambi i soggetti coinvolti nell’indagine hanno precedenti specifici; Giuseppe LIDDI avrebbe commesso i fatti durante la sorveglianza speciale.

    Il comportamento degli indagati - afferma l'arma - è parso disinvolto e sfacciato, non avendo esitato a raggiungere la vittima in pieno giorno ed a volto scoperto ed a formulare la richiesta estorsiva in maniera diretta e perentoria, nella certezza che la propria caratura criminale avrebbe costituito garanzia di impunità.

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