Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Omicidio sventato. Operazione lampo della Polizia salva un fruttivendolo

    By Marco RUFFO Aprile 18, 2018 1148
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Le date per ammazzare la vittima erano state già “appuntate” sul calendario, per così dire. Il raid doveva avvenire la notte scorsa o in alternativa il 21 aprile. Non una data scelta a caso, quest’ultima. Quel giorno infatti, il fruttivendolo finito nel mirino di un gruppo di 4 persone, che da lui pretendevano insistentemente denaro, compirà 50 anni e i suoi aguzzini volevano “fargli la festa”.

    Per fortuna, ad ascoltare le loro conversazioni c’erano anche gli agenti della Polizia di Stato che hanno riferito le risultanze delle indagini al pubblico ministero il quale ha subito emesso un provvedimento di fermo per i componenti della banda.

    Sono finiti così agli arresti un ex finanziere, ritenuto il mandante e l’ideatore della strategia volta ad estorcere il denaro al commerciante, un avvocato e due pregiudicati. Sono accusati, a vario titolo, di concorso in incendio, danneggiamento, atti persecutori e tentata estorsione. I fatti contestati non si limitano all’omicidio che premeditavano di compiere, ma si riferiscono agli incendi dagli stessi causati nel corso dell’ultimo mese con i quali hanno cercato di intimidire la vittima.

    Il 19 marzo scorso, ad essere dato alle fiamme fu il locale del commerciante. Il 4 aprile, il rogo ha coinvolto invece il furgone della vittima. Ad orchestrare il tutto ci sarebbe un ex maresciallo della Guardia di Finanza che si sarebbe rivolto in prima battuta ad un noto pregiudicato, il quale a sua volta, in virtù del proprio spessore criminale, preferiva non intervenire in prima persona, delegando ad altri due complici il lavoro sporco . Il finanziere aveva indotto il fruttivendolo a credere di essere nel mirino della criminalità organizzata e si presentava come colui che poteva “sistemare le cose”. Ma la vittima non ha ceduto al ricatto e ha denunciato l’accaduto.

    L’attività di indagine diretta dalla dottoressa Isceri e condotta dal personale della 4^ Sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra Mobile si è basata sull’acquisizione di innumerevoli registrazioni video di esercizi commerciali esistenti a ridosso dei luoghi interessati, nonché sull’attività di intercettazione ambientale e telefonica.

    Fra i soggetti fermati vi è anche un avvocato, il quale ha fornito il proprio contributo materiale, facendo da autista per colui che avrebbe appiccato il fuoco.

     

    Vista la caratura criminale dei soggetti coinvolti – alcuni di loro pluripregiudicati per fatti molto gravi, perpetrati anche con l’uso di armi –, e ritenuto fondato il pericolo di fuga da parte degli stessi (basti pensare che il maresciallo è stato raggiunto dal provvedimento nella città di Crotone, dove si era recato la mattina precedente), per tutti i componenti del sodalizio è stato disposto il provvedimento di fermo.

     

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