Venerdì, 15 Novembre 2019

    Operazione ‘Dirty Money’: arrestate 8 persone per usura ed estorsione

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    Usura, estorsione e rapina. Sono questi i reati di cui rispondono gli 8 destinatari delle ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e cinque ai domiciliari) emesse al termine dell'operazione 'Dirty Money' condotta dalla Polizia di Stato a Grottaglie. Tra gli arrestati ci sono un padre ed i suoi quattro figli. Altri due soggetti risultano indagati, ma sono in libertà.


    Il tutto nasce dalla denuncia di un imprenditore del settore agricolo rimasto vittima della trappola degli usurai dopo aver chiesto loro14mila euro per far fronte alle difficoltà economiche in cui versava. La somma doveva essere restituita con tassi dell’85% su base annua ed entro sei mesi. Come spesso accade, tuttavia, chi chiede il denaro non riesce a restituirlo alle condizioni pattuite. Così, nel tentativo di risanare il debito, l’imprenditore aveva rinegoziato il riparto del pagamento, vedendo però salire il tasso al 120% su base annua.

    Condizioni queste sempre più insostenibili. Ormai impossibilitato a restituire le somme di denaro ottenute, il debitore è diventato vittima delle continue minacce ed aggressioni verbali e fisiche dell’usuraio, ma anche dei suoi figli. Alla vittima è stata sottratta l'auto per la cui restituzione veniva preteso il pagamento immediato dell’intera somma di denaro.

    Gli arrestati, conosciuti a Grottaglie, annoverano numerosi e gravi precedenti penali per reati contro il patrimonio, la persona ed inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti. Uno di loro si trova attualmente agli arresti domiciliari in provincia di Roma. Un altro degli arrestati si trova ai domiciliari nel comune di Taranto dopo essere stato arrestato e condotto in carcere lo scorso ottobre per detenzione illegale di kalashnikov.

     All'operazione hanno partecipato oltre 40 poliziotti, con il supporto del personale della Questura di Taranto, di unità cinofile della Polizia Frontiera di Brindisi e del commissariato di Anzio Nettuno, in provincia di Roma dove si trova uno degli arrestati. Nel corso delle attività sono state eseguite anche numerose perquisizioni nei luoghi utilizzati dagli indagati, che hanno consentito di rinvenire 33mila euro in contanti, diversi monili in oro, due rolex, una pianta di marijuana alta due metri, 100 grammi di hashish con il relativo materiale di confezionamento, numerosi documenti contabili e carnet di assegni e carte di credito.

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