Lunedì, 16 Settembre 2019

    Maxi sequestro di cozze non tracciate e datteri, denunciati padre e figlio

    Nel furgone a bordo del quale viaggiavano erano stipati 440 chili di cozze, suddivise in 40 sacchi ed un secchio con 13 chili di datteri di mare.

    Ma, come accertato dai militari della Guardia Costiera e dal personale dell'Asl, i prodotti ittici erano privi di qualsiasi certificato di tracciabilità ed erano trasportati in condizioni igienico-sanitarie carenti, in un mezzo di trasporto non refrigerato e non coibentato. Così sono finiti nei guai padre e figlio, entrambi pregiudicati e residenti nel barese. I due sono stati denunciati in concorso per commercio di sostanze alimentari nocive e per ricettazione in quanto i datteri di mare trasportati erano oggetto di attività delittuosa contro l’ambiente marino.

    Ad operare il sequestro, dopo aver fermato il furgone per un controllo, è stato il personale del commissariato 'Borgo' della Polizia di Stato in collaborazione con la Guardia Costiera di Taranto ed il personale dell'Asl. Gli investigatori ritengono ragionevole ritenere che la detenzione da parte dei due baresi di un quantitativo così rilevante di datteri e di mitili fosse finalizzata alla commercializzazione ed quindi al successivo consumo di quei prodotti. Pertanto, si è provveduto alla distruzione di merce potenzialmente nociva per la salute umana.

    Il dattero di mare, inoltre, appartiene ad una specie la cui pesca è vietata in ogni stato di crescita, causando un effetto devastante nei confronti dell’ambiente marino quale la desertificazione dell’area di estrazione. Tant’è che per genitore e figlio risultano configurabili anche i reati di inquinamento e di disastro ambientale.

     

     

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