Mercoledì, 01 Aprile 2020

    Marina Militare, appalti truccati: imprenditori e ufficiali tra i 12 arrestati

    Dodici persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Taranto perché accusate di aver pilotato le aggiudicazioni degli appalti, relativi a lavori di ammodernamento e riparazione di unità navali in dotazione alla Marina Militare ionica. Tra i destinatari del provvedimento ci sono diversi imprenditori, due ufficiali della Marina e due dipendenti civili della Forza Armata.

    Dovranno rispondere delle accuse a vario titolo di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato.

    Aggiudicati illecitamente appalti pari a 4 milioni e 800 mila euro

    L’indagine ha permesso di scoprire l’esistenza di questa associazione a delinquere, composta da imprenditori del territorio tarantino, che pilotavano appalti a loro favore. Dall’ottobre al dicembre 2018 questi imprenditori sono riusciti ad ottenere 15 appalti per un valore totale pari a 4.800.000 euro. Inoltre, una gara da 3 milioni per l’ammodernamento di una flotta è stata frazionata artificiosamente in 11 gare. Ciò per garantire ad ogni società gestita dagli imprenditori, di aggiudicarsi una porzione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno. Dagli accertamenti effettuati è emerso che la ripartizione degli appalti è stata effettuata “scientificamente”, in modo tale che il totale degli importi relativi alle gare venisse equamente diviso fra gli associati che giungevano a tali accordi nell’ambito di incontri che si tenevano in luoghi da loro ritenuti dagli stessi “sicuri”. Nel corso di tali incontri i telefoni cellulari venivano spenti e lasciati lontano dai locali in cui avvenivano i colloqui. L’ufficiale veniva informato, puntualmente, sia dei nominativi delle imprese partecipanti alle varie gare, nonché del nome del vincitore concordato.

    Un dipendente civile forniva il dettaglio dei bandi in cambio di una tangente

    Gli indagati disponevano anche della complicità di un dipendente civile dell’Arsenale, in servizio presso l’ufficio amministrativo, il quale, a fronte di una tangente, comunicava il dettaglio dei bandi di gara in anticipo rispetto alla data di pubblicazione, consentendo agli stessi di avere un ampio margine di tempo per accordarsi.

    Un ufficiale corrotto con elettrodomestici e mobili

    Accertata anche la corruzione di un ufficiale in servizio all’ufficio servizio efficienza navi, che per agevolare l’affidamento dei lavori agli imprenditori in questione chiedeva ed otteneva in cambio elettrodomestici, mobili e lavori di ristrutturazione di un’abitazione di sua proprietà.

    Nei guai anche un responsabile dei magazzini dell’Arsenale

    Infine, è emerso dalle indagini che uno degli imprenditori, per risparmiare sulle spese dei materiali, ha corrotto, ripetutamente, un responsabile dei magazzini ubicati all’interno dell’Arsenale, il quale ha permesso ad un dipendente incaricato dal predetto imprenditore di asportare illecitamente, in più circostanze, beni di proprietà della Forza Armata che sono stati utilizzati per le lavorazioni a bordo delle unità navali e fatturati come forniti dalla società incaricata di effettuare i lavori.

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