Domenica, 20 Settembre 2020

    Operazione "Tabula Rasa". GdF sgomina associazione a delinquere di stampo mafioso

    Foto F. Manfuso Foto F. Manfuso

    Un’associazione a delinquere di stampo mafioso è stata sgominata dalla Guardia di Finanza di Taranto. Nell’operazione “Tabula Rasa”, le Fiamme Gialle hanno eseguito nella mattinata di oggi, mercoledì 3 giugno, 11 ordini di custodia cautelare. Gli arresti sono stati effettuati nei quartieri Tramontone e Tamburi.

    Per 8 soggetti si sono aperte le porte del carcere, mentre per un altro sono scattati i domiciliari e altre 2 persone hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

    Al vertice due fratelli di Taranto

    Al capo dell’organizzazione criminale due fratelli tarantini, appartenenti alla “Sacra Corona Unita”, che hanno proseguito la loro attività in questi ultimi anni. L’associazione ha dimostrato di saper imporre la propria presenza anche nei confronti di esponenti di altri clan storici del capoluogo ottenendone il riconoscimento, anche in maniera violenta, nei casi in cui erano stati valutati come irrispettosi alcuni comportamenti. L’attività investigativa svolta ha consentito poi di svelare come la compagine criminale, capeggiata dai due fratelli, grazie all’incontrastata egemonia esercitata nel quartiere Tamburi di Taranto, esercitasse un significativo controllo sulle attività lecite del territorio jonico preservando così l’egemonia dell’associazione mafiosa di origine.

    Imposizioni ad una casa cinematografica

    In un’occasione, l’organizzazione criminale aveva imposto ad una casa cinematografica, che aveva realizzato le riprese di un film per alcune settimane a Taranto, la sorveglianza a cura dei propri sodali dei mezzi e delle attrezzature utilizzate. All’associazione era stato affidato, inoltre, il compito di controllare le aree comunali ove effettuare le riprese, individuare le aree di parcheggio, interloquire con gli abitanti dei condomini interessati dalle esigenze di scena pattuendo i compensi da erogare a titolo di ristoro per evitare contrattempi per la produzione. A fronte di tali servigi il clan riceveva compensi in denaro nonché il controllo monopolistico del reclutamento delle comparse, cosa che sortiva l’effetto di accrescere il prestigio e la fama del sodalizio sul territorio di competenza.

    Procacciamento di voti durante le elezioni

    In un'altra occasione, nel 2018, invece è stato acclarato il procacciamento di voti in occasione delle consultazioni elettorali indette per le elezioni comunali del capoluogo.

    Il capo indiscusso lavorava in un’azienda pubblica nonostante i numerosi precedenti penali

    La forza dell’associazione ha trovato evidenza anche nel vedere il capo indiscusso assunto in un’azienda pubblica nonostante i rilevantissimi precedenti penali, ricoprendo, di fatto, mansioni superiori a quelle spettanti in modo da poter ottenere, in soli 10 anni, una progressione dal I al VI livello, assumendo potere anche nei confronti delle società private di cui condizionava le scelte in forza dell’incarico ricoperto, oltre che della riconosciuta pericolosità criminale. Numerosi sono stati i reati contestati al sodalizio criminale.

    Sequestrati droga e armi

    In particolare, hanno gestito la movimentazione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish, maturando dei crediti che, in alcuni casi, venivano riscossi anche mediante l’uso delle armi e della forza. Con riferimento a tale traffico illecito, nel corso dell’indagine sono stati effettuati numerosi sequestri, soprattutto nella fase della cessione in panetti a svariati clienti, alcuni dei quali tratti anche in arresto. I militari del Comando Provinciale tarantino hanno effettuato poi consistenti sequestri di t.l.e. di contrabbando sia in un deposito gestito dal sodalizio, che a carico di taluni clienti ai quali gli stessi erano stati ceduti; nel corso delle indagini è stata rinvenuta e sequestrata anche una pistola con matricola abrasa. Sono state infatti accertate la detenzione illegale di armi comuni da sparo, l’esplosione di colpi di arma da fuoco in luogo pubblico e la detenzione illecita di munizionamento.

    Segnalato anche un danneggiamento di linee ferroviarie

    E’ stato registrato anche un episodio di danneggiamento di linee ferroviarie finalizzato a screditare l’operato di una società di vigilanza che aveva ottenuto l’appalto sulla linea ferroviaria Martina Franca – Taranto a discapito della società in cui era impiegato un membro del clan.

    46 i soggetti segnalati in totale

    Le attività investigative hanno portato alla segnalazione complessiva all’Autorità Giudiziaria di 46 soggetti che risponderanno con diversi livelli di responsabilità di vari reati, in primis, nei casi più gravi, del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata oltre che al traffico di sostanze stupefacenti ed al contrabbando di t.l.e., anche alle estorsioni in danno di piccoli imprenditori locali e all’imposizione di servizi di guardiania.

     

    Amiu: "Dipendente coinvolto nell'inchiesta". Verso la sospensione cautelare

    Un dipendente di Amiu risulta coinvolto nell'inchiesta giudiziaria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, "Tabula rasa", culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche nei confronti del predetto dipendente. Amiu precisa in una nota:

    “Nella mattinata del 3 giugno 2020 Amiu SpA Taranto ha appreso dagli organi di stampa del coinvolgimento di un proprio dipendente in un’inchiesta giudiziaria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, culminata con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche nei confronti del predetto dipendente.

    Ad Amiu SpA Taranto non è stato notificato alcun provvedimento giudiziario.

    Per quanto è dato sapere dagli organi di stampa, tra le varie ipotesi delittuose contestate al dipendente figurerebbero anche alcune condotte connesse all’attività prestata per l’azienda; ipotesi delittuose in relazione alle quali Amiu SpA Taranto, tuttavia, rivestirebbe la qualità di soggetto offeso dai reati contestati.

    In attesa di conoscere maggiori dettagli in ordine ai capi d’imputazione d’interesse aziendale, e conformemente alla normativa di riferimento, Amiu SpA Taranto avvierà con sollecitudine l’iter procedurale propedeutico alla sospensione cautelare dall’impiego del dipendente raggiunto dalla misura cautelare carceraria. Contestualmente, sono già stati allertati l’Ufficio di Compliance e l’Organismo di Valutazione affinché si proceda alla verifica dei comportamenti di altri dipendenti apparentemente coinvolti nella vicenda”.

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