Mercoledì, 28 Ottobre 2020

    Operazione "Cupola". Smantellata associazione mafiosa a Manduria: 23 arresti In evidenza

    Foto F. Manfuso Foto F. Manfuso

    La Polizia di Stato di Taranto, a seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, ha sradicato un'organizzazione mafiosa a Manduria nell'ambito dell'operazione "Cupola".

    23 le persone arrestate, 16 trasferite in carcere e 7 sottoposte ai domiciliari. Altri 27 soggetti sono indagati. Sono tutti responsabili a vario titolo di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altri gravissimi reati come rapina ed estorsione.


    Come illustrato in conferenza stampa, il sodalizio mafioso aveva un arricchimento proveniente da quintali di droga di tutti i tipi spacciati e dalle estorsioni. Da segnalare l'estorsione ambientale, con i cittadini intimiditi solamente dall'importanza criminale degli arrestati, che dunque non erano nemmeno costretti ad usare violenza. 4 i capi al vertice dell'organizzazione, che aveva anche un direttorio. Il sodalizio si era riorganizzato in un unico fronte, dopo che due clan conflittuali erano riusciti a mettersi alle spalle le vecchie conflittualità.

    Tentativi di riciclaggio in attività lecite

    I cittadini avevano la promessa della protezione. I criminali pretendevano inoltre favori da società di onoranze funebri, o effettuavano i cosiddetti cavalli di ritorno di automobili, oltre ad imporre un pizzo del 10% alle attività commerciali legate alle slot macchine. C'è anche stato il tentativo di riciclaggio, immettendo denaro illecito in attività legali come la società di calcio del Manduria e aziende che si occupano dello smaltimento dei rifiuti. A proposito del Manduria calcio, i componenti dell'organizzazione mafiosa hanno in un'occasione intimato ad un presidente di un altro team di una zona limitrofa di ospitare una gara della squadra manduriana, vista l'inagibilita' dell'impianto sportivo di Manduria.

    Usata la misura del fermo nei confronti di chi non si piegava

    L'area di comando si allargava anche a zone del Leccese e del Brindisino. Importanti i rapporti instaurati con la Sacra Corona Unita. Utilizzata anche la misura del fermo nei confronti di persone che non volevano piegarsi alla volontà dell'organizzazione. In caso di ritardato pagamento, il pusher veniva bloccato o sospeso temporaneamente. Oppure in casi estremi erano anche sparati colpi di arma da fuoco che avevano funzione intimidatorio.

    Simbiosi totale tra associazione mafiosa e territorio

    Ciò che ha colpito negativamente la Polizia è stata la simbiosi tra l'organizzazione e il territorio. Riscontrata l'assoluta assenza di sensibilità nella gente, che sottostava continuamente alle imposizioni del sodalizio criminale.

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