Domenica, 07 Marzo 2021

    Praticavano tassi di usura fino al 240%: arrestate 8 persone, a capo dell’associazione una 72enne

    Foto F. Manfuso Foto F. Manfuso

    La quarta sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Taranto ha sgominato un’organizzazione per delinquere, composta da appartenenti di uno stesso nucleo familiare e da conoscenti, finalizzata all’usura e all’esercizio abusivo di attività finanziaria. L’operazione è stata denominata “Easy Credit”.

    Sono 8 le persone arrestate, di cui 5 finite in carcere e 3 ai domiciliari. Al comando dell’associazione c’erano alcune donne, in particolare il principale capo della stessa era una 72enne tarantina. I poliziotti hanno accertato oltre 100 episodi di usura. I tassi di interesse applicati variavano dal 20% al 240%. Prestavano somme di denaro che partivano da un minimo di 250 euro, fino ad arrivare a 5.500 euro. Il volume di affari è stato quantificato in 310 mila euro. L’attività illecita era portata avanti da almeno sette anni.

    Le vittime erano persone in difficoltà economica

    Base operativa era il Borgo, dove abita la 72enne, ma altri parenti praticavano l’attività illecita in città vecchia. Le vittime, conosciute dagli usurai, erano persone dai 22 ai 70 anni di età, in difficoltà economica, che chiedevano denaro a usura anche solo per fronteggiare alcune spese quotidiane come l’acquisto di beni di prima necessità o spese mediche. Altre invece chiedevano soldi per giocare nelle sale scommesse e bingo. Anche gli stessi usurai investivano il denaro acquisito nelle sale giochi; non avevano reinvestito nulla invece in attività di imprese lecite. Il capo dell’organizzazione consegnava personalmente il denaro oppure utilizzava un montacarichi, che faceva scendere le somme di denaro da prestare o salire per intascare i soldi con interesse. Emblematica un’intercettazione ai danni della promotrice dell’organizzazione, la quale ha riferito che erano ormai 40 anni che faceva tutto questo come lavoro.

    Fondamentale la denuncia di una donna anonima. Segnalate anche minacce alle vittime

    Le indagini erano state avviate nell’ottobre del 2018 grazie ad una denuncia anonima di una donna al 113, preoccupata per i suoi genitori, finiti nella trappola dell’associazione per delinquere. Nelle prime perquisizioni sono stati rinvenuti 3 mila euro in contanti e quaderni, nei quali erano scritti i nomi delle persone con i vari debiti delle stesse. Nella perquisizione di stamane trovati altri 2 mila euro in contanti, un libretto bancario, Poste Pay e carte di identità di soggetti terzi. Se qualcuno non pagava, la 72enne si recava sul posto per chiedere a gran voce di saldare il debito con loro. Segnalate minacce varie alle vittime e in un’occasione accertate anche minacce precise di bruciare l’abitazione di un uomo, che non aveva ancora pagato.

     

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