Domenica, 07 Marzo 2021

    Omicidio nelle “Case parcheggio”: continuano le indagini In evidenza

    Continuano a ritmo serrato le indagini per delineare i contorni dell’omicidio e far luce sugli istanti che hanno immediatamente preceduto la morte del 39enne di Palagiano.


    I poliziotti, allertati dal fratello, sono arrivati in pochi minuti sul posto ed hanno immediatamente avviato le indagini, ispezionando gli impervi cunicoli sotto le fondamenta dello stabile alla ricerca dei due presunti responsabili dell’efferato omicidio. Cunicoli abilmente scavati e di difficilissimo accesso se non per i residenti del condominio.

    Con non poche difficoltà, tra il fango ed il buio assoluto, i poliziotti hanno iniziato ad ispezionare i cunicoli, recuperando prima due pistole: la prima una Beretta cal. 9 con la matricola abrasa e con un proiettile inceppato nella canna, e poco distante una “Carl Water” cal 9 completa di caricatore con tre proiettili, entrambe con evidenti tracce ematiche.

    Con l’aiuto delle fotoelettriche dei Vigili del Fuoco, nel frattempo arrivati a dare ausilio, i poliziotti hanno seguito alcune impronte e tracce di sangue che poi hanno portato alla scoperta del cadavere, che presentava ferite d’arma da fuoco al torace ed evidenti lesioni al capo ed al corpo probabilmente procurate da un martello ritrovato nelle immediate vicinanze.

    Le ferite, poi analizzate dal medico legale, hanno inequivocabilmente delineato l’efferatezza con la quale è stato compiuto l’omicidio, accanendosi in modo violento  sulla vittima, per poi ucciderlo con i colpi di pistola. Contemporaneamente gli altri agenti della Squadra Mobile, impegnati nell’individuazione dei responsabili, hanno fermato in due appartamenti al primo piano dello stesso stabile, i due pregiudicati poi sottoposti a fermo.

    Vani sono stati i loro tentativi di ripulirsi e di cambiarsi gli indumenti cercando di disfarsi di quelli inevitabilmente sporchi di fango e sangue. Gli alibi costruiti dai fermati, con il conforto dei loro rispettivi familiari, sono apparsi immediatamente lacunosi e privi di fondamento e sono stati smentiti dagli investigatori che per tutta la notte hanno tenuto sotto interrogatorio tutte le persone coinvolte nella vicenda.

    Le successive perquisizioni, eseguite ieri mattina sempre all’interno del sottoscala, hanno poi portato al ritrovamento di 11 pistole tutte perfettamente conservate e pronte all’uso, un coltello, tre chili e mezzo di eroina pura, due chili e mezzo di cocaina la maggior parte ancora in pietra che si aggiungono alle oltre 200 dosi preconfezionate della stessa sostanza stupefacente recuperate la sera precedente. La ricerca resa difficile dalla già precarie conformazione del sottoscala, ha permesso di recuperare la droga e le armi, solo dopo una meticolosa ispezione dei luoghi. Alcune pistole, infatti, erano occultate all’interno di due casseforti chiuse a chiave, cementate nel terreno e coperte da cumuli di terra, mentre la droga era nascosta all’interno di alcuni tubi fognari in disuso o in apposite nicchie scavate per l’occasione.

     

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