Martedì, 14 Agosto 2018

    Accordo di programma? Anche Giustizia per Taranto si dissocia

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    In principio è stato Alessandro Marescotti con un post su Facebook, poi è stata la volta della Cgil, anche se con motivazioni divergenti. Oggi anche “Giustizia per Taranto” prende le distanze dall’accordo di programma redatto dai tecnici di Regione e Comune di Taranto.

    Anche in questo caso è il social maggiormente utilizzato a veicolare il messaggio. Per scandire meglio la propria posizione, l’associazione ha pubblicato un’immagine sul cui sfondo campeggia una Taranto in bianco e nero con al centro l’acciaieria e i fumi che fuoriescono dai camini della stessa.

    Su di essa compare anche un virgolettato attribuito al sindaco Rinaldo Melucci e al presidente Michele Emiliano i quali hanno dichiarato che l'accordo è stato scritto "accogliendo tutte le proposte delle associazioni ambientaliste". Giustizia per Taranto se ne dissocia – si legge a caratteri cubitali subito sotto.

    E il testo del post rafforza il messaggio, precisando anche che “Giustizia per Taranto ha appoggiato il ricorso al Tar contro l'ultimo Dpcm e lo ha fatto perché solo così si poteva contrastare l'ennesima legge salva ilva. Si è voluto dare appoggio all'atto giuridico, non ai politici o agli uomini che lo hanno presentato. Adesso viene presentato dal Comune e della regione un accordo di programma che a nostro parere è un mero compromesso e noi non possiamo accettare compromessi con la nostra salute! Non ci può essere spazio per le ambiguità”.

     

    Giustizia per Taranto aggiunge che non può esserci spazio nemmeno per le divisioni. A cosa si allude? Forse al fatto che, all’interno della galassia ambientalista, negli ultimi giorni, ci sono stati scontri piuttosto aspri e di natura personale, ma fondati su un minimo comune denominatore: l’appoggio dato a Comune e Regione in merito al ricorso.

    In particolare all’interno del Movimento 5 Stelle e nel comitato Cittadini e lavoratori Liberi e pensanti si è fatta aspra la critica verso le associazioni che hanno sostenuto pubblicamente, e con una campagna di comunicazione ad hoc, l’azione degli enti locali. Così come queste ultime hanno difeso la loro scelta, anche se con ragioni diverse.

    Sarà interessante capire, a questo punto, quali strumenti d’azione verranno adottati dalle associazioni per incidere sull’attuale situazione. Se preferiranno aprire una stagione di aperta conflittualità o ricercare il dialogo per modificare il maggior numero di punti a loro sgraditi.

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    Ultima modifica il Mercoledì, 24 Gennaio 2018 08:37
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