Sabato, 24 Febbraio 2018

    Sgominato il clan delle estorsioni: 8 arresti In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Estorsioni, minacce, pedinamenti. Ma anche atti intimidatori, danneggiamenti e roghi di autovetture. A tutto questo hanno posto fine questa notte i Carabinieri di Taranto, Talsano e Leporano, al termine dell’operazione denominata “Tramontone”, la frazione cittadina da cui provengono buona parte degli arrestati.

    All’operazione hanno partecipato circa 70 militari, in collaborazione con il 6° Elinucleo di Bari Palese e di una unità della Cinofili di Modugno. Otto le misure cautelari (5 in carcere e 3 ai domiciliari) disposte dal Gip del Tribunale di Taranto dottor Ruberto, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Epifani.

    I reati cui dovranno adesso rispondere gli arrestati, tutti tarantini, sono di “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di estorsione”, ma anche di “violazione della misura preventiva della sorveglianza speciale”. Parte degli arrestati ha difatti già a suo carico altre condanne per gli stessi reati, ed alcuni erano sottoposti a misure preventive della libertà.

    Il business principale cui il sodalizio criminale faceva affidamento era quindi quello delle estorsioni in danno degli imprenditori, in particolare quelli del settore edile.

    L’attività d’indagine, cominciata nel settembre del 2017, ha portato all’individuazione di almeno 10 atti estorsivi commessi dal clan, tutti perpetratisi tra le frazioni di Talsano e Tramontone, ma anche nel confinante comune di Leporano.

    Il modus operandi del sodalizio era sempre lo stesso: si avvicinava la prima volta il malcapitato per strada, e gli si faceva capire immediatamente quale fosse il motivo della “chiaccherata”. Dopo di che l’imprenditore veniva lasciato solo a rimuginare sull’accaduto per qualche giorno, al fine di instillare in lui quel giusto grado di incertezza e ansia necessari per pagare senza batter ciglio. Dopo qualche tempo il malcapitato veniva quindi raggiunto nuovamente da due individui, spesso diversi dai precedenti ed alle volte sullo stesso cantiere, e gli si spiegava senza mezzi termini che pagare sarebbe stata l’unica soluzione. “Noi siamo quelli di Tramontone – si sente dire da uno del sodalizio in una intercettazione – e qua comandiamo noi. Se non paghi manco un chiodo metti più nel cantiere”.

    Se poi l’imprenditore mostrava ancora resistenza, il sodalizio non esitava a passare alle “maniere forti”. Gli si incendiava l’auto, o peggio il cantiere. La vittima veniva poi pressata anche psicologicamente, mediante pedinamenti continui portati a termine, a turno, da tutti gli arrestati di questa notte.

    Il tutto portava spesso la vittima di turno a cedere, e a pagare quanto richiesto dai criminali. A tal proposito, i Carabinieri hanno certificato almeno tre estorsioni, quantificandone anche la somma richiesta: ad un primo imprenditore venne richiesta la somma di 2.000,00€, ad un altro altri 2.000,00€ ed ad un consorzio formato da tre imprese l’esorbitante somma di 15.000,00€. Su quest’ultima richiesta va però raccontata l’intermediazione compiuta da un “amico” degli imprenditori che, dopo diverse discussioni con gli estorsori, aveva “chiuso” il pagamento ad 8.000,00€. Somma poi effettivamente pagata, cui venne però aggiunto un set di climatizzatori che, una delle ditte del consorzio, installò gratuitamente nelle abitazioni di alcuni dei criminali qualche giorno dopo.

    A quel punto, la crescente esuberanza e l’idea di agire sempre incontrastati, ha fatto si che i Carabinieri di Talsano si accorgessero che qualcosa non quadrava nella loro zona di competenza. Troppi erano difatti gli incendi che si stavano verificando negli ultimi mesi, tanto da ipotizzare un’azione ben organizzata piuttosto che casi fini a se stessi. A quel punto, i militari hanno deciso di interrogare una ad una le vittime di questi roghi, e con non poche difficoltà hanno iniziato a far luce su quanto stesse avvenendo nelle frazioni del capoluogo ionico. La difficoltà più grossa è difatti stata quella di convincere i malcapitati a parlare, a raccontare cosa stessero subendo.

    A quel punto, una volta ottenuta la certezza che si fosse difronte ad una banda di criminali, i carabinieri sotto la guida della Procura di Taranto hanno avviato tutta una fase investigativa composta da intercettazioni telefoniche, appostamenti e registrazioni ambientali.

    Va sottolineato che tutti gli arrestati non utilizzavano particolari precauzioni nel compiere gli atti delittuosi, spinti evidentemente da una eccessiva sicurezza di passare impuniti.

    Alla fine, raccolto il giusto quantitativo di prove, è scattata stanotte la morsa dello Stato, che ha portato in carcere 5 degli arrestati ed al sequestro di circa 5.800,00€ in contanti.

    In aggiunta, in casa di Domenico Salamina, i militari hanno anche trovato un giubbotto antiproiettile e 40 grammi di hashish.

     

    OTTAVIO LARINI  

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