Mercoledì, 15 Agosto 2018

    “Presidente di Provincia deve essere sindaco”. Azzaro: “Necessario chiarire la posizione di Tamburrano” In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Il presidente dell’ente di via Anfiteatro, Martino Tamburrano, può continuare a svolgere il suo attuale ruolo pur non essendo più sindaco del Comune di Massafra?

    È questa la domanda che il consigliere comunale e capogruppo del PD, nonché consigliere nazionale Anci, Gianni Azzaro, si è posto alla luce di una serie di documenti raccolti nel corso degli ultimi mesi e consegnati alla stampa questa mattina in un incontro convocato presso palazzo di città.

    Antefatto

    “Ricorderete che fui il primo a sollevare la questione quando ricoprivo il ruolo di vicepresidente della Provincia”, ha esordito Azzaro, riepilogando i fatti.

    “Cosa avvenne in quel frangente? Per disposizioni dello stesse presidente Tamburrano (n.27 e n.28 del 2016) mi veniva trasmessa una delega con funzioni presidenziali. Per ottenere un ragguaglio tecnico circa l’ambito d’azione nel quale potevo svolgere le mie funzioni, richiesi un parere all’ufficio legale della Provincia”.

    “La risposta che ottenni conteneva non solo un chiarimento ai dubbi da me sollevati, ma anche un’informazione ulteriore: ovvero che nei confronti di Tamburrano, non più sindaco di Massafra, poteva considerarsi intervenuta la decadenza dalle funzioni di presidente della Provincia”.

    “Tale parere legale fu da me inviato all’allora prefetto di Taranto affinché quest’ultimo prendesse in carico l’intricata matassa normativa e cercasse di sbrogliarla con un proprio atto ufficiale. Ma la mia sollecitazione non produsse alcun risultato”.

    La sentenza del Consiglio di Stato sul caso Cosenza

    Dal 2016 ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Sono state infatti indette nuove elezioni provinciali (limitatamente al rinnovo del Consiglio e non anche al vertice dell’ente), si è insediata una nuova Giunta e sono stati adottati diversi provvedimenti. Ma, secondo Azzaro, il dubbio circa la legittimazione del presidente a sedere su quella poltrona rimane, anzi.

    Ad alimentarlo, racconta il capogruppo del PD, è stato articolo del Sole 24 Ore in cui si faceva riferimento ad una sentenza del Consiglio di Stato in merito alla decadenza del presidente della Provincia di Cosenza.

    I fatti sono i seguenti. L’8 febbraio 2016 si scioglie il Consiglio comunale di Cosenza a seguito delle dimissioni di 17 suoi componenti. Le dimissioni comportano l’automatica decadenza del sindaco, l’architetto Occhiuto, il quale rivestiva anche il ruolo di presidente della Provincia di Cosenza.

    Lo stesso giorno, Occhiuto convocò il Consiglio provinciale e nominò un nuovo vice presidente, in quanto il precedente era dimissionario.

    Tali provvedimenti furono impugnati dinnanzi al Tar della Calabria da alcuni consiglieri comunali in quanto questi ultimi sostenevano che la decadenza di Occhiuto dalla carica di sindaco ne determinava l’automatica decadenza da presidente della Provincia. Il tribunale amministrativo regionale diede ragione ai ricorrenti, annullando inoltre gli atti compiuti dal presidente decaduto.

    Quest’ultimo si è quindi rivolto al Consiglio di Stato per appellare la sentenza del Tar, ma le ragioni espresse in primo grado sono state confermate anche dal secondo grado di giudizio.

    La sentenza del Consiglio di Stato ha affermato che: “Nel caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale per dimissioni dei consiglieri ultra dimidium, il titolare della carica di sindaco che sia anche titolare della carica di presidente della Provincia decade anticipatamente e contestualmente da entrambe le cariche all’atto stesso della presentazione delle dimissioni dei consiglieri”.

    Nel formulare tale giudizio, il massimo tribunale amministrativo si basa sulla lettura del dettato normativo della legge Delrio: “Quanto al presidente, la legge si limita ad affermare lapidariamente (comma 65) che egli decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco”.

    A nulla è valso, da parte di Occhiuto, ribadire che in occasione delle successive elezioni comunali a Cosenza egli era stato rieletto sindaco. Tra un mandato e l’altro vi è un’interruzione che non può essere trascurata.

    Prossime iniziative

    “A questo punto – ha annunciato Azzaro – sono tre le iniziative di cui intendo farmi promotore:

    • informare la Prefettura, per garbo istituzionale, circa i nuovi elementi emersi;
    • notiziare la Procura in quanto è mio dovere farlo in veste di pubblico ufficiale;
    • chiamare a raccolta i sindaci e gli amministratori locali interessati per comprendere se gli stessi siano o meno intenzionati ad adire tribunale amministrativo competente”.

    Il rischio, secondo l’esponente dei Democratici, è che gli atti assunti dal presidente possano essere inficiati da nullità, come avvenuto a Cosenza. “Per questo – conclude Azzaro – è necessario appurare se il presidente, pur non essendo sindaco di alcun Comune della provincia, possa ricoprire il ruolo che attualmente riveste”.

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