Martedì, 25 Settembre 2018

    Inquinamento dei terreni a Statte, denuncia di Peacelink e De Gregorio In evidenza

    Foto Studio Renato Ingenito Foto Studio Renato Ingenito

    “Revoca dell’incarico ai commissari Ilva e ritiro del ricorso al Tar da parte della stessa azienda, individuata quale responsabile della contaminazione da diossina del territorio di Statte”. È la richiesta che Peacelink fa ai ministri Costa (Ambiente) e Di Maio (Sviluppo economico) tramite un documento articolato e dettagliato.

    I rappresentanti dell’associazione ambientalista, nella lettera ai due esponenti del Governo Conte, scrivono: “Segnaliamo che emergono in tale procedimento [quello di cui al capoverso precedente, ndr] tre cose importanti:

    • l’apposito piano di caratterizzazione del territorio di Statte ha in particolare accertato – oltre a vari superamenti dei limiti di legge per vari inquinanti – una forte contaminazione da diossine (PCDD) e furani (PCDF) per quanto riguarda i terreni;
    • la Provincia di Taranto – al fine di applicare i principio “chi inquina paga” – ha dovuto avviare, avvalendosi di un tavolo tecnico, un procedimento amministrativo finalizzato ad individuare il responsabile del superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione;
    • alla conclusione di tale procedimento la Provincia, ad aprile, “individua il responsabile dell’evento di superamento delle concentrazioni per la matrice ambientale suolo, relativamente ai parametri diossine/furani, nel gestore dell’impianto siderurgico”.

    Sulla vicenda è ancora aperto un contenzioso. Anzi, per essere precisi ci sono due ricorsi avanzati dalla stessa Ilva. In uno dei due, Ilva contesta il risultato della caratterizzazione – riferisce Peacelink; nel secondo viene contestata l’accusa di essere responsabile dell’inquinamento dei terreni di Statte.

    In merito a questa circostanza, i rappresentanti di Peacelink dicono: “Ci saremmo attesi un ricorso al Tar da parte dei Riva o di Arcelor Mittal, ma non dei commissari che rappresentano lo Stato e dovrebbero esprimere una responsabilità sociale di elevato livello”. Da qui la richiesta di revoca dei commissari straordinari formulata al ministro Di Maio.

    Ad accompagnare l’associazione ambientalista in questa “denuncia” vi è anche il consigliere di Statte 2.0, Luciano De Gregorio. Il quale, questa mattina, alla stampa, ha ribadito un concetto che ormai da mesi va esplicitando: non si può procedere con alcune attività legate allo smaltimento dei rifiuti industriali senza aver bonificato i terreni su cui si vogliono far sorgere nuove discariche.

    Come precisa ancora De Gregorio: “Su questa vicenda si sa poco. Le discariche dell’Ilva, infatti, sono fuori dal perimetro dall’Aia che il Governo precedente ha concesso ad Am InvestCo e su di esse non c’è abbastanza vigilanza da parte dei principali attori istituzionale in campo”.

    L’accusa è rivolta in particolar modo al Comune di Statte e alla gestione della vicenda legata alla gravina di Leucaspide. Su questo, il consigliere di opposizione dichiara di aver interessato la Regione Puglia.

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