Giovedì, 20 Settembre 2018

    Amat, per la truffa del cartellino rischiano il processo 43 persone

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Quarantatré richieste di rinvio a giudizio. Il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto, Lucia Isceri – come riferisce questa mattina Francesco Casula nell’edizione ionica del Nuovo Quotidiano di Puglia – chiederà al gup, il prossimo 29 gennaio 2019, di mandare alla sbarra i 43 dipendenti dell'Amat, l’azienda per il trasporto urbano di Taranto, che si sono visti notificare dalla Polizia l'avviso di conclusione delle indagini per truffa e false attestazioni in concorso nell'ambito di una inchiesta sull'assenteismo.

    L'attività investigativa, partita nel 2014 a seguito di una segnalazione che denunciava una serie di irregolarità commesse all'interno dell'azienda, ha portato, nel gennaio del 2017, all’invio degli avvisi nei confronti dei presunti dipendenti “infedeli”.

    I controlli, svolti anche mediante l'ausilio di telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di osservare e verificare l'ingresso e l'uscita dei dipendenti. Confrontando le immagini riprese dalle telecamere con i dati forniti dai rilevatori marcatempo, è stato possibile individuare i presunti responsabili della truffa del cartellino.

    Sarebbe stato accertato che alcuni dipendenti timbravano il badge di altri colleghi, consentendo loro di raggiungere il posto di lavoro in ritardo o di assentarsi per l'intero turno. In altri casi, invece, vi era uno scambio di favori vicendevole.

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    Ultima modifica il Martedì, 11 Settembre 2018 10:10
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