Mercoledì, 19 Febbraio 2020

    ArcelorMittal illustra nei dettagli il suo piano ambientale per Taranto In evidenza

    Attraverso la sua pagina Facebook che rimanda ad un link sul sito ufficiale, ArcelorMittal Italia ha illustrato il suo piano ambientale per la città di Taranto. L’investimento complessivo è pari ad 1,15 miliardi di euro. Secondo quanto riferisce l’azienda, “il nostro programma per il risanamento ambientale prevede una serie di investimenti da attuare tra il 2018 e il 2023. Questi interventi sono intesi ad affrontare le problematiche ambientali più urgenti, quali la qualità dell’aria e dell’acqua che condividiamo con le comunità e i territori in cui operiamo. Il consumo di energia, l’abbattimento del rumore, la qualità dei suoli e l’utilizzo di sottoprodotti sono altre aree chiave di intervento”.


    Questi i principali punti di intervento con i relativi costi che l’ex Ilva dovrà concretizzare entro il 2023: 300 milioni di euro per la copertura delle aree di stoccaggio delle materie prime; 128 milioni per la chiusura dei nastri trasportatori ed edifici; 172 milioni per svariate misure di risanamento; 200 milioni per la riduzione delle polveri nelle batterie di forni da coke; 167 milioni per il trattamento delle acque reflue; 40 milioni per il piano di aggiornamento antincendio; 35 milioni per la depolverizzazione del sinterizzato; 30 milioni per l’area gestione rottami ferrosi e la desolforizzazione delle acciaierie.
    ArcelorMittal si dice pronta a “rispondere alle sfide della società sui temi ambientali e la priorità è posta sulle opere ed azioni che apporteranno i maggiori benefici possibili alle comunità locali. L’obiettivo è trasformare lo stabilimento di Taranto in una realtà produttiva più efficiente sotto il profilo ambientale, operativo e produttivo”.
    Il gestore dello stabilimento siderurgico si sofferma in particolare su quattro interventi di ambientalizzazione che saranno eseguiti entro il 2020-2021 e che vi proponiamo integralmente:
    Parchi materie prime
    “Entro maggio 2020, completeremo i lavori per la copertura di tutto il materiale presente nei parchi minerali e fossili. Le attività di chiusura del parco di minerale ferroso, situato nei pressi del quartiere Tamburi, sono iniziate nel 2017 quando ArcelorMittal ha aderito al progetto di finanziamento, prima ancora di assumere il controllo degli asset aziendali. Si tratterà della prima copertura di materie prime nel suo genere e assicurerà il totale confinamento delle polveri provenienti dallo stabilimento di Taranto migliorando la qualità dell’aria”.

    Batterie di forni da coke
    “Per tutte le batterie di cokefazione, installeremo nuovi sistemi di aspirazione allo sfornamento - i primi nel loro genere in Europa - nuove docce di spegnimento e nuovi impianti di trattamento delle acque reflue. Ci impegniamo per ridurre al minimo, in conformità o superando gli standard nazionali ed europei, le fonti di inquinamento entro il 2021”.

    Impianto di sinterizzazione
    “Installeremo filtri ibridi per il trattamento delle emissioni di polveri, metalli e diossine dell’impianto di sinterizzazione. I filtri ibridi sono una tecnologia innovativa co-sviluppata da ArcelorMittal e adottata per la prima volta al mondo presso siti produttivi del Gruppo. L’intervento sarà completato entro il 2021. L'impianto di sinterizzazione, dove il minerale ferroso viene omogeneizzato e miscelato con calcare e coke prima di essere trasformato in ghisa nell’altoforno, attualmente contribuisce a circa il 50% delle emissioni di polveri”.

    Trattamento delle acque piovane
    “Entro il 2021 completeremo gli interventi di raccolta e trattamento di acqua piovana presso le aree dello stabilimento e dei moli. L’obiettivo è la completa eliminazione del deflusso delle acque inquinate”.
    ArcelorMittal conclude ritenendo che la collaborazione con le comunità locali sia molto importante: “Il nostro impegno per instaurare un dialogo aperto e trasparente con le comunità locali per ascoltarne e comprenderne dubbi e timori nasce dalla consapevolezza che le prestazioni ambientali dei nostri siti produttivi costituiscono la principale fonte di preoccupazione per la società”.

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