Martedì, 19 Novembre 2019

    Addio Arcelor Mittal? Taranto con il fiato sospeso

    By Alessandra MACCHITELLA Novembre 07, 2019

    Una notte infinita.

    Taranto ha aspettato con il fiato sospeso l’esito del Consiglio dei Ministri. Tre ore tra Governo e vertici di Arcelor Mittal per discutere della vertenza ex Ilva che continua a far tremare. Un silenzio assordante rotto solo poco prima delle 23 dalla conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli,

    “È una vertenza che sta particolarmente a cuore al Governo - ha dichiarato Conte - riteniamo quel polo industriale di interesse strategico per il Paese. Per il Governo rilanciare l'Ilva e Taranto è una priorità. Vogliamo soluzioni che ci rassicurino”.


    CONTE: “ESUBERO DI 5MILA LAVORATORI? INACCETTABILE”

    “Il Governo si è dimostrato disponibile a introdurre lo scudo penale - ha spiegato il premier - ma dopo un po' è emerso nella discussione che non era questa la vera causa del disimpegno dell'azienda. Lo scudo penale non è il tema, il tema è che l'azienda ritiene che con i livelli di produzioni non siano sostenibili gli investimenti e di non poter assicurare gli attuali livelli di occupazione. Per mantenere la continuità aziendale ci viene chiesto l'esubero di 5mila lavoratori. Per noi è inaccettabile.

    Qui non è una qualsiasi crisi aziendale. È una vertenza che in questo momento prospetta un disimpegno da impegni contrattuali specificamente assunti a seguito da una gara”.

     
    IL PREMIER: “ALLARME ROSSO: LE CRITICITà NON GIUSTIFICANO LA RICONSEGNA DELL’IMPIANTO”

    “Se ci sono criticità non giustificano affatto la riconsegna dell'intero impianto - ha aggiunto Conte - per noi è scattato un allarme rosso. Ci siamo resi disponibili ad aprire una finestra negoziale, ventiquattro ore su ventiquattro. Nessuna responsabilità sulla decisione dell'azienda può essere attribuita al Governo. Nessuno ha costretto ArcelorMittal a partecipare a una gara con regole chiare e trasparenti. Chiediamo il rispetto del piano industriale e ambientale. Questa è un'altra preoccupazione: che non garantendo la continuità produttiva non si continui con il risanamento ambientale. L'azienda rimedi alle sue iniziative. Abbiamo invitato il presidente Mittal a prendersi un paio di giorni e valutare la situazione per altre soluzioni. Non lasceremo soli gli operai e le comunità locali. C'è l'assoluta determinazione di rilanciare Ilva e Taranto. Non è questione di minoranza o maggioranza, è l'intero Paese che deve reggere l'urto di questa sfida, sono assolutamente inutili le polemiche”.

    Nelle prossime ore il Governo incontrerà i sindacati: intanto Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per la giornata di venerdì 8 novembre.

    “Quel polo industriale di interesse strategico per il Paese” più volte ribadito dal presidente del Consiglio, attende adesso le risposte del gruppo franco-indiano. Netta la posizione del Governo: nuove proposte senza licenziamenti o addio ad Arcelor Mittal.

    E già si affaccia il ritorno dello Stato con la gestione commissariale.

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