Martedì, 19 Novembre 2019

    In corso sciopero lavoratori A.Mittal: adesione alta dell’indotto

    (Foto Studio R.Ingenito) (Foto Studio R.Ingenito)

    Dalle 7 di questa mattina, venerdì 8 novembre, è in corso lo sciopero di 24 ore proclamato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per protestare contro la decisione di ArcelorMittal di recedere dal contratto di affitto e restituire i lavoratori ad Ilva in Amministrazione straordinaria.


    Secondo quanto riferisce l’Agi, nonostante non ci siano ancora dati ufficiali, coloro che hanno aderito maggiormente all’astensione lavorativa sono stati i dipendenti dell’indotto, i quali si sentono i meno tutelati da questa vicenda.

    La situazione attuale
    Fuori dalla portineria Imprese ci sono circa 100 persone tra lavoratori e delegati. Nelle altre portinerie sono presenti invece pochi lavoratori all’esterno, dunque molti dipendenti diretti della fabbrica hanno deciso di svolgere regolarmente il proprio turno di lavoro. Vuota anche la portineria da dove entrano camion e mezzi pesanti. Le forze di polizia presidiano le zone.

    La proclamazione dello sciopero dei lavoratori dei trasporti
    Nella serata del 7 novembre era giunto il seguente comunicato delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: “Con la presente, le scriventi OO.SS. di Filt CGIL – Fit CISL – Uil TRASPORTI indicono 8 ore di sciopero su tutti i turni per domani 8 novembre 2019 presso lo stabilimento ArcelorMittal di Taranto ad eccezione del personale marittimo che aderirà solo con le navi e barge in banchina, in quanto il personale in forza alle unità navali in rada e navigazione sarà impossibilitato . È intollerabile il disimpegno annunciato da parte di ArcelorMittal che lascia sul campo enormi problemi sociali, aggravati anche dall’annuncio di un’ipotesi di piano industriale di 5000 esuberi. Le categorie dei trasporti di CGIL CISL UIL esprimono fortissima preoccupazione sulla situazione che si è venuta a creare chiedendo con forza ad ArcelorMittal di ritirare la comunicazione di restituzione dello stabilimento, di rispettare i contenuti dell’accordo del 6 settembre 2018 e di compiere gli investimenti previsti sul piano ambientale e sul piano industriale. I lavoratori dei trasporti insieme ai lavoratori degli altri comparti merceologici dello stabilimento respingeranno con forza ogni ipotesi di ridimensionamento delle attività e del personale impegnato. Inoltre – concludono le sigle sindacali -, le attività dei trasporti sono nodali per la vita dello stabilimento e non è assolutamente accettabile pensare ad una riduzione della forza lavoro”.

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