Mercoledì, 22 Gennaio 2020

    Pettole, sannacchiudere e carteddate: storia dei dolci natalizi tarantini In evidenza

    Le pettole, i sannacchiuddere e le carteddate sono i tre dolci tipici del Natale tarantino.

    Secondo il divulgatore Antonio Fornaro, la pettola rappresenta la bambagia che fu inserita nel cuscino di Gesù bambino; i sannacchiuddere sono la culletta dove fu adagiato e le carteddate rappresentano invece le lenzuola che avvolsero Gesù da infante.

    La storia dei sannacchiuddere è narrata da Angelo Fanelli, il quale racconta che in un vicoletto senza luce e aria viveva una famiglia numerosa, abbastanza impoverita. Una donna andò in salumeria e prese un po’ di farina; tornata a casa, mentre era intenta a fare i pizzicaridde, le venne l’idea di friggerne alcuni. In questo modo il marito pescatore al suo ritorno avrebbe trovato un dolce da degustare. Quando si accorse che la scodella era quasi vuota e che ne erano rimasti pochi da friggere, disse che questi ultimi “sannacchiuddere”, cioè si devono chiudere, per offrirli al consorte. Nacque così il dolce tipico tarantino.

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