Mercoledì, 22 Gennaio 2020

    Gabriella Martinelli, l’artista che porterà il tema dell’ex Ilva al Festival di Sanremo In evidenza

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    Gabriella Martinelli, classe 1986, porterà sul palco dell’Ariston attraverso la musica le tragiche vicende dell’ex Ilva di Taranto. L’artista è infatti approdata al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”, insieme alla collega Lula, grazie al brano “Il gigante d’acciaio”. La cantautrice, di madre pugliese, è cresciuta a Montemesola ed ha frequentato nella città dei due mari il liceo linguistico “Aristosseno” ed il conservatorio “Giovanni Paisiello”, prima di trasferirsi a Roma.


    Noi di “Cronache Tarantine” l’abbiamo contattata. Qui di seguito l’intervista integrale:

    Che emozioni hai provato quando hai saputo di essere stata selezionata per Sanremo?
    “Sembra banale dirlo, ma l’emozione è stata pazzesca. Avevo tantissima voglia di arrivare su quel palco proprio con questo pezzo. Non ho scelto un tema semplice, ma volevo dire cose precise. La mia felicità è al quadrato perché avrò questa importante possibilità da sfruttare”.

    Quando è nata l’idea di scrivere “Il gigante d’acciaio” e quale messaggio vuoi inviare con la tua musica?
    “L’ispirazione l’ho avuta quest’estate, quando ancora non si erano accesi nuovamente i riflettori sull’ex Ilva. Voglio precisare questo aspetto perché non vorrei essere accusata di aver strumentalizzato la questione. Mi ero posta infatti l’obiettivo di portare alla luce questo argomento perché il problema esiste ormai da tantissimi anni, ma l’attenzione mediatica si accende e si spegne continuamente. Avevo il grande desiderio di fare qualcosa per questa terra. Ero sul Flixbus al porto mercantile per ritornare a Roma, vedevo tutto quel rosso e quel degrado ed ho deciso di dare vita a questa canzone. Ho coinvolto anche Lula, un’artista completamente diversa da me, che ha fatto percorsi differenti. La volontà di collaborare con lei, originaria di Roma, è scaturita dal fatto che il tema ex Ilva non deve avere solo connotati locali, ma deve essere sempre trattato a livello nazionale. Poi bisogna anche aggiungere che di giganti d’acciaio ne esistono numerosi in Italia: emblematico ciò che è accaduto a Bagnoli. Spero ovviamente che Taranto non farà mai questa fine”.

    Che messaggio ti senti di inviare ai cittadini ionici?
    “Oltre a portare me e Lula sul palco dell’Ariston, porterò simbolicamente tutti gli operai ed i cittadini di Taranto. La mia voce sarà anche la voce degli altri”.

    Cosa ti aspetti da questa esperienza e stai già iniziando a cullare il sogno di una vittoria?
    “La mia grande vittoria è stata già arrivare al Festival di Sanremo. Certo, vincere sarebbe meraviglioso. Dopo tanti anni di gavetta, questa per me sarà una vetrina molto importante per poi proseguire la mia carriera. Sto inoltre mettendo a punto una collaborazione con una realtà discografica per fare cose ancora più grandi”.

     

     

    IL GIGANTE D’ACCIAIO

     

    Testo: Gabriella Martinelli e Lula

    Musica: Gabriella Martinelli e Paolo Mazziotti

     

    Mi piace la mia città

    e questo è il mio quartiere

    È tutto rosso: gli alberi, le facciate delle case

    Quello che però non capisco e che mi fa arrabbiare

    È che quando c’è vento non posso uscire a giocare

     

    Si chiudono le finestre, chiudono anche le scuole

    C’è una puzza pazzesca e non si può respirare

    Quando c’è vento nel mio quartiere non si può giocare

     

    Mio padre lavora in un posto grandissimo

    Lui lo chiama il gigante d’acciaio

    Con grandi camini che fumano sul mare

    e gli ho sentito dire che da lavoro a 10mila persone

    Eppure papà da lì se ne vuole andare

    Dice sempre “Non possiamo scegliere se vivere o lavorare

    Non possiamo scegliere se vivere o lavorare

    Se scappare o morire”

     

    Non ci sarà un’altra volta

    Un’altra volta

    Non ci sarà un’altra volta

    Un’altra volta ancora

     

    Papà stava bene, s’è fatto una casa

    Ha sposato due figlie e mo resto io

    Con 10 anni d’amianto e molte rughe

    Ha lasciato l’inferno per darlo a me

     

    Ero troppo giovane per capire

    Ho provato a scappare ma mi mancava il mare, mi mancava il mare

    Mi mancava mia nonna e sentirmi dire

    “Uè uaglió vit ca qua vè tutt cos buen”

     

    Non ci sarà un’altra volta

    Un’altra volta

    Non ci sarà un’altra volta

    Un’altra volta ancora

    Chi ci darà una risposta?

     

    Macchiami il cuore con un pugno dentro al petto,

    cambia il finale di una storia che ho già letto.

    Tutti lo sanno ma nessuno parla, tanto funziona così

    Spesso mi dicono vattene da qui.

    Ma signori io ho famiglia e davanti un muro, sulle spalle un mutuo, son già marcio dentro, ormai fa lo stesso, non lo dico spesso, ti confesso, non ho più un futuro

     

    Non ci sarà (non ci sarà un’altra volta) un’altra volta  (un’altra volta no)

    Un’altra volta  (un’altra volta no, chi ci darà una risposta signori?)

    Non ci sarà (sarà diverso stavolta) un’altra volta (non ci sarà un’altra volta)

    Un’altra volta ancora (un’altra volta, un’altra volta no)

     

    Timbro ai tornelli della portineria

    Sono le 7 di una sera qualunque

    Ma Il vento è forte

    Sempre più forte

    Talmente forte ca t s port

    Spezza la vita

    e le speranze restano chiuse

    nelle mani del gigante.

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