Sabato, 26 Settembre 2020

    Michele Galgano: l’uomo di Inchiostro di Puglia

    By Alessandra Macchitella Febbraio 16, 2020

    Avete mai sentito parlare di “Inchiostro di Puglia”?

    Forse avrete letto le storie dell’omonimo blog.

    Forse avrete assistito a qualche presentazione di autori “marchiata” Idp.

    Forse avrete letto il libro con l’apecar in copertina: un vero e proprio caso editoriale partito dal basso che conta quattro edizioni e 10mila copie vendute, nato per aiutare le piccole librerie e poi finito primo in classifica tra le “antologie” di Amazon.

    Forse avrete condiviso sui social qualche post divertente in dialetto o una storia del sud che arriva dritta al cuore.

    Forse, alzando lo sguardo in città come Milano, Roma o Torino, vi sarete sentiti “a casa” leggendo una delle card pugliesi sugli schermi delle metro e degli aeroporti.

    Forse avrete indossato una maglietta con la scritta “La Puglia è uno stato d’animo”, bevuto da un tazzone che incalza “Quando moss” o segnato gli appuntamenti sull’agenda 2020.

    Chi c’è dietro il fenomeno “Inchiostro di Puglia”? Vi presentiamo Michele Galgano, classe 1977, castellanetano che vive a Milano, ideatore della community social che conta più di 500mila followers tra Facebook e Instagram.

    Fenomeno editoriale, virale, social, libro, blog: come definiresti oggi “Inchiostro di Puglia”?

    «Dall’idea originaria di promozione della lettura in Puglia, Inchiostro è oggi un grande affresco di narrazioni popolari, in grado di unire una Community di oltre mezzo milione di persone. Tra modi di dire, amore per il territorio, storie di emigrazione ma anche casi di successo e innovazione. É uno spazio atipico nel mondo dei social dove si può ridere o ci si può commuovere. Mi piace pensare ad uno luogo virtuale dove condividere “emozioni” perché la Puglia è uno stato d’animo».

     
    Chi era Michele Galgano prima del 2014 (prima di Inchiostro di Puglia) e chi è Michele Galgano oggi?

    «Io sono sempre lo stesso, anzi no. Adesso ho due bambini (due gemelli) di quasi 5 anni che mi hanno piacevolmente stravolto la vita».

    Come è nata l’idea di IDP?

    «“Inchiostro di Puglia” nasce nel 2014 quasi per gioco: all’inizio volevo creare un blog di nicchia, perché avevo deciso di parlare di lettura e di promozione della lettura proprio in una delle regioni italiana con la situazione più catastrofica. All’epoca, infatti, erano appena stati pubblicati i dati Istat relativi alla lettura in Italia e la Puglia purtroppo risultava tra le ultime regioni classificate. Allo stesso tempo, però, in quel momento la mia regione stava esportando moltissimi scrittori di successo (da Carrisi a Carofiglio), così da lettore appassionato mi venne l’idea: perché - come succede per l’olio, il pane e gli altri prodotti della regione - non promuovere anche l’Inchiostro di Puglia?»

    Ricordi la prima volta in cui hai pensato di aver creato qualcosa di più grande rispetto alla tua idea iniziale?

    «L’esplosione di notorietà l’ho avvertita davvero quando sono stato contattato da Telesia TV, il broadcaster che si occupa di gestire le tv nelle metropolitane italiane. Per un mese intero, le card di “Inchiostro di Puglia” hanno girato in rotazione sugli schermi delle metro di Milano, Roma, Torino e anche sugli schermi di tanti aeroporti nazionali. Da quel momento sono riuscito a chiudere tanti accordi con grandi realtà, anche se la verità è che il più delle volte nei board di quelle aziende ci sono dei conterranei che seguono la pagina ne conoscono il potenziale e decidono di contattarmi».

    Un commento che in questi anni ti ha dato energia per andare avanti:

    «Conservo ancora la lettera di una ragazza che aveva portato suo papà in metropolitana a Milano per fargli vedere le frasi di “Inchiostro di Puglia” sugli schermi di Telesia TV. Suo padre era arrivato nel capoluogo lombardo negli anni in cui non si affittava ai meridionali. Per lui e per molti altri, vedere i modi di dire della terra d’origine spopolare in tutte le fermate della metro è stato motivo di orgoglio, ha fatto scattare un forte senso di appartenenza, è stato il segno che i tempi erano finalmente cambiati».

    Una critica che in questi anni ti ha demoralizzato (se esiste):

    «Quando raggiungi milioni di persone ogni settimana le critiche le devi mettere nel conto. Non si scappa. Anche se devo essere sincero, Inchiostro ne riceve pochissime. Sicuramente (per ora) non mi posso lamentare. E comunque una delle mie citazioni preferite recita: “Se accetti le lodi, devi accettare anche le critiche. Che spesso sono immeritate. Proprio come le lodi.”»

    Il successo più grande raggiunto con IDP:

    «L’affetto tangibile delle persone. Le persone che incontro ai raduni, che seguono ogni post, che mi scrivono lettere bellissime. Sicuramente è questo il successo più grande».

     Come immagini IDP nei prossimi anni?

    «Ho tante idee nella mia testa. “Mo vediamo…”».

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