Martedì, 14 Luglio 2020

    I tre ragazzi tarantini del “Due Mari WineFest”

    By Alessandra Macchitella Marzo 01, 2020

    Stefania, Andrea e Fabio. Sono i nomi dei tre ragazzi tarantini che hanno dato vita al “Due Mari WineFest”.

    Dietro l’evento del vino dei due mari ci sono giovani trentenni:

    Stefania Ressa, giornalista pubblicista che si occupa di marketing e comunicazione online, fondatrice e autrice del blog “Se dico Taranto”; Andrea Romandini che si occupa degli accordi commerciali e di curare i rapporti con le aziende partecipanti all’evento; Fabio Romandini, che con il suo studio di progettazione architettonica si occupa degli aspetti più tecnici dell’evento.

    Giovani che hanno creduto e investito nel territorio, scegliendo di restare.

    Ne abbiamo parlato con Stefania Ressa:

    Quando e come nasce l’idea del Due Mari WineFest?

    «L’idea nasce nel 2016 in una piccola stanza del nostro ufficio, mio, di Fabio e Andrea (che allora era in viale Trentino) dal desiderio di fare qualcosa di bello per Taranto. Eravamo tutti tornati in città da poco, io da Firenze, Andrea da Siena e Fabio da Pescara e avevamo l'energia e la voglia di fare qualcosa che potesse lasciare il segno».


    Quali benefici per la città ha portato l’evento?

    «In quattro anni l'evento, che ha celebrato a dicembre la VI edizione, ha collezionato l'entusiasmo del pubblico e delle aziende, non solo pugliesi. Già, perché abbiamo all'attivo due gemellaggi, uno con l'Umbria e uno con la Toscana, per cui ogni anno ospitiamo cantine provenienti da quei territori e da altre parti dell'Italia. Questo ci consente di ospitare tanta gente a Taranto (e parlo anche di ospiti di rilevanza nazionale e internazionale), aprirci ad altri territori e far girare l'economia di una città parlando di enogastronomia. Per questo ci piace definire il Due Mari un progetto culturale a 360 gradi e non un semplice evento».

     
    Avete deciso di investire su Taranto e di immaginarla come città del Due Mari WineFest. È ancora possibile investire nel capoluogo ionico?

    «È ancora possibile investire su Taranto, anzi è doveroso. Ho sempre pensato che non fosse facile, perché ci sono poche case history in questo senso, eppure è un territorio fertile che ha solo bisogno di persone formate, competenti e appassionate. L'intuizione che abbiamo avuto nel 2016 ci ha dato ragione, perché oggi il Due Mari - oltre ad essere l'unico evento enogastronomico nella città di Taranto - è l'esempio di come si possa creare una economia alternativa».


    Dalla prima all’ultima edizione, come è cresciuto l’evento?

    «L’evento è cresciuto tanto e in modo esponenziale. Basti pensare che dalla scorsa edizione ci sono stati utenti arrivati da Salerno, Roma, Firenze. La dimensione nazionale che abbiamo voluto dare alla manifestazione (quest'anno ne hanno parlato le maggiori testate nazionali e quelle di settore come il Gambero Rosso) mira a fare in modo che l'evento venga percepito oltre i confini locali come l'occasione per visitare Taranto e quanto di più bello ha. Pensiamo agli ospiti che hanno arricchito le varie edizioni (dallo scorso anno abbiamo aggiunto anche l’edizione invernale): lo chef stellato Vissani, Luigi Moio, tra i più importanti enologi a livello internazionale, lo chef francese Reynard, Filippo Bartolotta, che è stato sommelier di Obama. Ovviamente hanno contribuito e contribuiscono alla crescita anche gli eventi collaterali che abbiamo realizzato e realizziamo durante l'anno, le collaborazioni e il format estivo di Cantine in Barca, unico nel suo genere con la partnership della Jonian Dolphin Conservation; format grazie al quale diamo la possibilità di scoprire Taranto dal mare con escursioni settimanali serali in cui abbiniamo enogastronomia e musica dal vivo a bordo dei catamarani. Ci sentiamo, inoltre, di ringraziare il Comune di Taranto e non per piaggeria ma perché l'appoggio delle istituzioni in progetti come questo è importante. L'amministrazione ha deciso di credere e puntare sul Due Mari perché ritiene che sia un evento strategico per la città».

     
    Taranto tornerà ad essere “la città del vino?” Quali sono i prossimi progetti?

    «Sentiamo di affermare che Taranto è già la città del vino, lo dimostra l'enorme interesse delle aziende che partecipano al nostro evento e le realtà che stanno nascendo o sono nate attorno al mondo del vino. Per questo, continueremo a promuoverle e a promuovere Taranto parlando di vino ed eccellenze agroalimentari. Prossimi progetti? Certamente la prossima edizione estiva del Due Mari WineFest, la VII, e poi forniremo il nostro contributo alla elaborazione del dossier per Taranto Città della Cultura 2021 finalizzato alla promozione dell'enogastronomia, e in particolare delle eccellenze del territorio nella produzione del vino e dell'olio».

     
    Una cosa che ami della tua città e una che vorresti cambiare:

    «Di Taranto amo il fatto che mi faccia sentire bene quando la osservo e la vivo e che, malgrado le difficoltà, mi dice che ho fatto bene a tornare. Di Taranto amo che, in realtà, mi sta restituendo le soddisfazioni che speravo. Non amo, invece, la tendenza di alcuni tarantini a piangersi addosso senza di fatto costruire qualcosa di significativo o a demolire anziché gioire e sostenere i successi di chi, al contrario, sta costruendo».

     

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