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Coronavirus: l’avvocato spiega le novità dell’ultimo decreto

«Ricordiamoci che in Italia il principio di ignoranza della Legge non è una giustificazione».

Con queste parole dell’avvocato penalista Alessandro Scapati avevamo iniziato l'articolo pubblicato il 17 marzo in merito alle violazioni del decreto del presidente del Consiglio sulle misure di contenimento da Coronavirus.

A distanza di quasi dieci giorni le cose sono nuovamente cambiate, così abbiamo provato a fare chiarezza con il legale tarantino.
Ricordiamo che esiste ancora il divieto a spostarsi da casa, ad eccezione di esigenze lavorative, di necessità e di salute. Se si esce per uno di questi casi, bisogna sempre portare con sé un’autocertificazione, ci saranno controlli da parte delle forze di Polizia.

 

Autocertificazione: arriva il nuovo modello

Partiamo proprio dall’autocertificazione, ora con un nuovo modello. «I modelli precedenti sono carta straccia - ha spiegato Scapati - con le ultime modifiche bisogna indicare specificatamente il luogo di partenza e il luogo di destinazione. Nel modulo si dichiara non essere in quarantena e di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio e delle sanzioni previste in caso di inottemperanza. Inoltre, non è più consentito lo spostamento da un Comune all’altro, se non per assoluta urgenza».

Che cosa cambia con l’ultimo decreto del 25 marzo 2020 (n.19)?

È ancora previsto il divieto assoluto di uscire di casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus. In caso di sintomi da infezione respiratoria o febbre superiore a 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere a casa, di rivolgersi al proprio medico e di limitare al massimo il contatto con altre persone. Ci sono però delle modifiche importanti in merito alle violazioni delle prescrizioni. «Se ci si allontana dall’abitazione senza un motivo giustificato - ha precisato l’avvocato - non è più previsto il reato penale. Chi ha subito una denuncia penale con la vecchia normativa, essendo ormai stata abrogata, vedrà la sostituzione con l’amministrativa. Si incorre infatti a sanzioni amministrative dai 400 ai 3mila euro. Multe che possono aumentare fino a 1/3 se l’allontanamento ingiustificato avviene tramite un veicolo. Inoltre, se l’infrazione è compiuta da esercizi pubblici può aggiungersi anche una chiusura dei locali dai 5 ai 30 giorni».
Fornire delle dichiarazioni false comporterà conseguenze penali. «In questo caso il reato prevede una reclusione fino a 3 anni - specifica Scapati - e un reato ancor più grave è previsto nel caso in cui il soggetto sia infetto o abbia l’obbligo di permanenza domiciliare. Si tratta di un delitto colposo contro la salute pubblica, che prevede da 1 a 5 anni di reclusione».

 

Ecco l’ultimo modello di autocertificazione 

 

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