Sabato, 30 Maggio 2020

    Presidente Confcommercio Taranto: "Situazione drammatica, molte attività non vogliono riaprire"

    A partire da lunedì 18 maggio, dovrebbero ripartire anche a Taranto, con tutti i loro servizi, numerose attività commerciali, come parrucchieri, bar e ristoranti per citarne alcune.

    Intervistato dalla nostra redazione, il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, ha però espresso molte preoccupazioni: “Fare stime sulle perdite economiche non è ancora possibile al 100%, vedremo da lunedì in poi. Ma sicuramente ci sono stati danni notevoli. Tante difficoltà ci saranno con le riaperture anche per la ristorazione o l’abbigliamento. Molti mi hanno già chiamato dicendomi che non hanno intenzione di aprire, spero solo che sia stato un momento di rabbia e sfogo altrimenti sarà un dramma”.

    “Servono aiuti concreti”

    “C’è troppa burocrazia e le aziende hanno bisogno di sostegni concreti per evitare di arrivare alla chiusura, altrimenti qui si va verso la povertà. Ci vogliono interventi importanti che ancora non vediamo. Giustamente negli imprenditori e nei lavoratori c’è rabbia, sconforto, amarezza. Abbiamo anche avuto un confronto con il prefetto, gli abbiamo riferito che ci sono problemi di sopravvivenza e di ordine pubblico. Avremmo voluto fare anche alcune manifestazioni pacifiche, c’era già chi fosse pronto a scendere in piazza, ma ci è stato negato per evitare assembramenti.

    Le aziende sono state costrette dallo Stato a chiudere per l’emergenza coronavirus, quindi bisogna aiutare chi non ha più i soldi per andare avanti. Lo Stato non è sicuramente colpevole per il virus, ma deve risarcire. Anche chi riuscirà a ripartire, si porterà per anni questa zavorra. Faccio un esempio sugli aiuti: hanno detto che per ottenere i 25 mila euro di prestiti bastava semplicemente presentare una domanda, invece le procedure sono lunghissime. E poi i prestiti – aggiunge Giangrande - andrebbero restituiti almeno dopo 20 anni, altrimenti è un problema”.

    “I protocolli di sicurezza complicano la vita”

    “Questi protocolli di sicurezza, che devono rispettare i ristoranti, complicano la vita. Si rischia di martoriare chi è già vicino alla morte. Invece di affidarsi soltanto a mega professori, bisognava far partecipare a queste discussioni gente pratica che sa come questi settori funzionino. Ci stiamo riempiendo di protocolli e di procedure, quando servirebbero soltanto poche regole visto che i cittadini hanno ormai preso coscienza della situazione e rispettano le indicazioni fornite.

    Ho ricevuto tantissime telefonate di persone disperate e mi sento impotente sia come uomo che come presidente di Confcommercio perché non so come aiutare tutti. La situazione è drammatica. Il mio timore è che anche se i titolari aprissero le attività, tra qualche mese potrebbero rischiare di dover chiudere ugualmente perché i costi sono numerosi”.

    “Per il turismo sarà durissima”

    “Se riusciremo a recuperare almeno il mese di agosto, saremo fortunati. Non serviranno certamente i 500 euro del bonus vacanze per risollevarlo. La vedo davvero molto dura per questo settore, anche perché bisognerà anche capire come reagiranno le persone dal punto di vista psicologico. Ci sono moltissime incognite, quest’anno fare turismo sarà difficilissimo – conclude il numero uno di Confcommercio Taranto -, anche perché non sappiamo ancora con esattezza quando ci si potrà spostare da una regione all’altra”.

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