Sabato, 30 Maggio 2020

    A.Mittal, presidio e sciopero di 24 ore dell'USB. Rizzo: "Via da Taranto"

    Foto F. Manfuso Foto F. Manfuso

    E’ iniziato alle 7 di questa mattina, venerdì 22 maggio, il presidio e lo sciopero di 24 ore dei lavoratori ArcelorMittal appartenenti all’Unione Sindacale di Base. Il presidio si svolge dinanzi alla direzione dello stabilimento siderurgico.

    "La legge è uguale per tutti" e "L'Ilva ti licenzia e ti uccide" sono gli striscioni apparsi durante il sit-in di protesta. Il coordinatore provinciale dell'USB, Franco Rizzo ha dichiarato: "Una manifestazione alla quale hanno preso parte dipendenti diretti di Am, lavoratori delle aziende dell’appalto e gli ex Ilva in Amministrazione Straordinaria. Ciascuno di questi è portatore di una storia di lavoro svilito, malato, privato della sua dignità. I dipendenti della multinazionale vengono licenziati senza un vero motivo valido e trovano i badge disattivati da un giorno all’altro; i lavoratori delle ditte dell’appalto vivono indirettamente le conseguenze del mancato pagamento degli arretrati alle aziende per le quali operano; gli ex Ilva in AS subiscono scelte arbitrarie nella scelta del criterio utilizzato per stilare le graduatorie e quindi per individuare le unità lavorative da assumere direttamente. Al mancato rispetto per i diritti dei lavoratori si aggiunge quello mostrato nei confronti del sindacato, dal momento che la multinazionale non dialoga con le organizzazioni, e ancora quello nei confronti delle istituzioni e della città, considerato che non rispetta gli impegni assunti nell’accordo col Governo né sul piano occupazionale, né su quello ambientale.

    Per tutte queste ragioni manifestiamo il nostro malcontento e riteniamo sia ormai giunto il momento di mandare via ArcelorMittal e il suo ad Lucia Morselli dalla città da Taranto. Da qualunque parte la si veda, questa gestione è, per le varie ragioni elencate, un vero e proprio fallimento: il dramma economico si aggiunge a quello ambientale. Questo è ormai un dato di fatto, difficile da mettere in dubbio. Per questo oggi il primo passo da fare non può che essere quello dell’allontanamento del gruppo franco-indiano. Il Governo, subito dopo, dovrà mettere in sicurezza la fabbrica e aprire la discussione sulle alternative future per i lavoratori e per i loro figli. Per noi la strada è l’accordo di programma mirato a costruire un domani senza la grande industria. Apprendiamo - conclude Rizzo - la triste notizia che arriva da Genova: un collega è stato ritrovato questa mattina senza vita. La nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore prematuramente scomparso".

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