Giovedì, 24 Settembre 2020

    “Didì in love with Puglia”: la moda si ispira al pumo grottagliese

    By Alessandra Macchitella Agosto 01, 2020

    L’amore per la Puglia si trasforma in un brand per una giovane donna romana.


    “Didì in love with Puglia” è un Home decor e fashion brand che promuove la Puglia attraverso uno dei suoi simboli portafortuna: il pumo grottagliese. L’amore per il sud è presente in ogni prodotto fatto a mano che propone con ridondanza i simboli della nostra terra.
    I pumi, gli ulivi, le bellezze del sud sono omaggiati da Diletta Granello, classe 1991, che nasce a Civitavecchia in provincia di Roma, architetto creativo amante della Puglia che si dedica al progetto con il fidanzato Gianmarco, laureato in Legge ed esperto digital e suo socio in affari.

    “Rappresento il pumo in modo creativo” si legge nella tua pagina Instagram. L’idea però nasce dalla provincia di Roma. Cosa ti ha spinto a “sposare” un simbolo del sud?
    
«La prima volta che ho visto i pumi in Puglia ne sono rimasta letteralmente affascinata. Non conoscevo il loro significato ma li trovavo ovunque, accompagnavano costantemente le mie passeggiate nei vicoli dei paesi e dei piccoli borghi, dentro le case, adornavano le ringhiere dei balconi. I colori sgargianti delle ceramiche, la forma armoniosa, quel bocciolo racchiuso tra tre foglie di acanto che avevo studiato nei capitelli corinzi durante i miei studi universitari mi ammaliavano. E poi sapere che era un oggetto porta fortuna lo rendeva ancor più misterioso ed intrigante. Da lì è nata in me la voglia di rappresentarli e di renderli il più possibile “fruibili”, di farne qualcosa che
    andava anche oltre l’oggetto di ceramica. È così che ho iniziato a creare queste grafiche, colorate e sgargianti. Per molto tempo sono rimaste in un cassetto, successivamente con il mio master in America e poi con l’avvento del lockdown hanno preso finalmente vita!».

    Hai visitato la Puglia, quali luoghi di Taranto (e provincia) ti hanno particolarmente colpita?

    «Ogni città viene etichettata in base a quelle che sono le sue principali risorse economiche e Taranto pertanto rientra (apparentemente) nella classifica di una città industriale per via del porto con la sua posizione strategica e l’industria siderurgica. Tuttavia non bisogna mai dimenticare quelle che sono le origini di una città e che Taranto mostra in tutto il suo splendore ancora oggi attraverso il Castello Aragonese, la cattedrale di San Cataldo che risulta essere la più antica in Puglia ed i resti del Tempio di Poseidone nel borgo antico. Taranto per alcuni aspetti mi ricorda Civitavecchia, la mia città di origine. Hanno entrambe il porto, delle industrie che fanno molto parlare di sé ma soprattutto hanno un elemento architettonico rappresentativo della città e molto simile tra di loro. Il castello Aragonese con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale somiglia molto al nostro “Forte Michelangelo” una fortezza del Cinquecento a protezione del porto. Inoltre tra le città ed i paesi che mi hanno colpita maggiormente, ci sono Grottaglie dove adoro passeggiare tra le botteghe di artigiani nelle quali nascono meravigliose opere in ceramica tra cui i miei amatissimi pumi e Martina Franca che sovrasta la Valle d’Itria, dall’elegante stile baracco e rococò».

    Come nasce la tua passione per il sud e per i suoi simboli?
    
«L’amore per la Puglia nasce da una bellissima storia di un’amicizia ritrovata. Da piccola frequentavo le scuole elementari nella mia città nativa e avevo stretto una profonda amicizia con una bambina di nome Pamela. Finite le scuole medie mi disse che i genitori avevano deciso di rientrare nella loro terra di origine: la Puglia, precisamente a Cellino San Marco. Durante il trasloco Pamela perse il mio numero di telefono e cambiò il suo, così perdemmo ogni contatto. Ma il destino aveva in serbo
    per noi un finale veramente speciale. All’età di 17 anni Pamela ritrovò il mio numero di telefono in una scatola del trasloco. Non appena io risposi al telefono riconobbi immediatamente la sua voce. Fu un’emozione bellissima. In tutti quegli anni non avevo mai smesso di pensarla ed evidentemente valeva lo stesso per lei. Trascorso poco tempo da quella chiamata presi un aereo e volai da lei. Da quel momento ogni estate e non solo vado in Puglia e ho modo di scoprire continuamente nuovi paesaggi, tramonti, sapori e tradizioni. E’ grazie a lei e al vivere a contatto con i suoi parenti ed amici che mi sono innamorata della Puglia, complice anche il fatto che quando si visita un luogo con una persona del posto non ci si sente un semplice visitatore o vacanziere, ma parte della comunità e della famiglia stessa».


    Ci sono pugliesi che ti hanno scritto per ringraziarti del lavoro svolto?

    «Moltissimi e questo mi ha resa veramente felice ed orgogliosa del lavoro svolto fino ad ora e mi motiva a fare sempre meglio. Nonostante il brand sia nato da poco tante persone hanno mostrato interesse e sono rimaste piacevolmente colpite dal fatto che promuovessimo la Puglia nonostante non fossimo di origini pugliesi. A tal proposito io personalmente posso affermare di sentirmi prima di tutto Italiana e penso che ciascuno di noi debba impegnarsi al fine di far conoscere le meraviglie e le tradizioni italiane a prescindere dalle nostre specifiche origini. Quando ero in America e dicevo di essere italiana, tutti mi rispondevano con gli occhi che brillavano ed esclamavano: wow! Io ne andavo veramente fiera e voglio continuare a sentirmi così anche stando qui, nella mia bella Italia. Per essere coerenti al nostro progetto insieme a Gianmarco abbiamo deciso che tutti i nostri prodotti fossero 100% made in Italy, a partire dai tessuti e dalla loro lavorazione fino ad arrivare al confezionamento del prodotto e al packaging».

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