Martedì, 23 Luglio 2019
    Redazione

    Redazione

    Il forte maltempo che ha travolto Taranto e provincia nella serata del 10 luglio ha provocato danni anche allo stabilimento elioterapico dell’isola di San Pietro. Per permettere al personale il ripristino della struttura, la Marina Militare ha comunicato la temporanea chiusura dello stabilimento. Non ancora noti i tempi di riapertura della struttura. La Marina annuncia che “i collegamenti da e per l’isola assicurati dall’Amat con le motonavi Adria e Clodia sono al momento interrotti e saranno ripristinati una volta che la spiaggia tornerà ad essere operativa e ne sarà data comunicazione a mezzo nota stampa”.

    L’amministrazione comunale si stringe intorno alla famiglia ed ai colleghi del giovane Cosimo Massaro. "Siamo sgomenti - si legge in una nota di palazzo di città - per un incidente che ha replicato esattamente la tragedia di alcuni anni fa, segno che qualcosa su quel pontile non funziona a dovere, segno che ancora tanto si deve fare all’interno delle aree dello stabilimento siderurgico per tutelare la vita umana". 

    "Il problema è che la cabina non camminava". In queste poche, inquietanti, parole potrebbe - il condizionale è d'obbligo - essere condensato il dramma di Cosimo Massaro, l'operaio che ieri si trovava sulla gru DM5 al quarto sporgente del porto di Taranto. Gru caduta a seguito di un effetto domino innescato da altre due gru venute giù a causa delle fortissime raffiche di vento che hanno sferzato lo scalo ionico.

    "A causa dei danni provocati sulle vetrate del palazzo di giustizia è momentaneamente interdetto l'accesso del pubblico". Firmato: il presidente facente funzione, Anna De Simone, e il procuratore Carlo Capristo. E' il messaggio che questa mattina molti avvocati e fruitori del palazzo di giustizia di Taranto si sono ritrovati davanti. 

    L’improvviso e fortissimo maltempo scatenatosi su Taranto e provincia nella serata del 10 luglio ha causato seri danni e tanto spavento nei cittadini. Per capire maggiormente cosa sia accaduto la nostra redazione ha contattato Bernardo Gozzini del Cnr. Secondo quanto ci ha riferito l’esperto, “la Puglia veniva da un periodo molto caldo e lungo, che durava dallo scorso 24 giugno. Le temperature erano nettamente al di sopra della media, quindi quando la massa d’aria calda ed umida si è scontrata con l’arrivo di una massa d’aria più fredda si è generato un fenomeno intenso di maltempo. L’intensità dei fenomeni dipende inoltre dalla quantità di energia presente nel sistema”.

    L'ennesimo gravissimo incidente verificatosi al quarto sporgente del porto di Taranto, il venire giù di una gru a causa del maltempo di ieri, scatena l'indignazione delle sigle sindacali. Fim, Fiom, Uilm e Ugl proclamano lo sciopero e nel farlo "dichiarano che la forma di protesta messa in atto quest’oggi non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio".

    DM5. A molti questo nome non dice niente, ma nello stabilimento ex Ilva sanno bene di cosa si tratti. É la gru venuta giù ieri a causa del nubifragio che si è abbattuto sulla città di Taranto e quindi anche sull'area industriale e portuale del capoluogo ionico. La gru sulla quale lavorava un giovane operaio 31enne originario di Fragagnano. La stessa su cui lavorava un altro operaio tarantino, Francesco Zaccaria, morto nel 2012. Una gru alta più di 80 metri venuta giù come un grissino.

    La furia del maltempo, abbattutasi ieri sera su Taranto e provincia con pioggia e fortissimo vento, ha creato molti danni. Decine gli interventi dei Vigili del Fuoco, i quali sono tuttora al lavoro. La zona maggiormente colpita è stata Castellaneta Marina, dove si registrano numerose cadute di alberi su auto ed abitazioni. Inoltre, molte strade risultano ancora bloccate. Quasi tutte le squadre dei pompieri sono nel paese ionico per la messa in sicurezza delle aree coinvolte dalla tempesta.

    Prosegue senza sosta l’attività dei Carabinieri per contrastare il fenomeno del ‘caporalato’. A Marina di Ginosa è finito in manette un uomo di 30 anni, originario della Romania, perché accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. I militari hanno infatti scoperto cinque lavoratori extracomunitari intenti a raccogliere le angurie senza il rispetto della normativa contrattuale, di salute e sicurezza sul lavoro. Il 30enne è stato trasferito nel carcere di Taranto. E’ il quindicesimo arresto effettuato dai Carabinieri dal primo giugno ad oggi.

    Ha cercato di forzare la porta d’ingresso di una casa di campagna di Martina Franca con l’obiettivo di rubare al suo interno, ma il suo intento è fallito a causa dell’intervento della Polizia. Gli agenti, dopo un breve inseguimento, hanno bloccato ed arrestato il ladro, un uomo di 65 anni. Deve adesso rispondere dei reati di tentato furto e porto abusivo di coltello.

    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati