Martedì, 23 Luglio 2019
    Redazione

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    Il Ctp non effettuerà più il servizio di trasporto relativo alle linee 14, 16 e 4 dal prossimo 15 luglio. La volontà del consorzio provinciale è stata comunicata alle organizzazioni sindacali durante un incontro svoltosi ieri. La società Ctp spa, "ha confermato - scrivono le organizzazioni sindacali del comparto trasporti in una nota congiunta - la necessità inderogabile di dare seguito alla delibera del Cda che prevede la cessazione del servizio erogato sulle linee richiamate in oggetto".

     


    "La Società - fanno sapere Uil trasporti, Filt Cgil, Cisl Reti e Faisa Cisal - ha inoltre rimarcato che provvederà ad attivare a valle della cessazione dell’erogazione del servizio di cui all’oggetto le misure previste per la gestione degli esuberi di personale che si dovessero verificare". Un elemento questo che mette in allarme i sindacati che ora si rivolgono al presidente della Provincia di Taranto e al sindaco del Comune capoluogo: "Al fine di esaminare congiuntamente le possibili soluzioni alla vertenza insorta e soprattutto al fine di tutelare la forza lavoro e scongiurare ogni possibilità di interruzione del pubblico servizio del trasporto pubblico collettivo, chiediamo un urgente incontro nella sede istituzionale che riterrete più opportuna".


    Se lo stallo dovesse proseguire si preannunciano iniziative radicali: "In difetto - concludono le sigle sindacali summenzionate - si attiveranno tutte le azioni utili alla tutela dei diritti individuali alla mobilità dei cittadini e dei diritti contrattuali dei lavoratori delle aziende Amat spa e Ctp spa".

    Due anni di indagini, 39 reparti impiegati, 26 persone arrestate, 13 milioni di euro sequestrati. Sono questi, in sintesi, i numeri dell'ultima operazione della Guardia di Finanza di Taranto che ha sgominato un'organizzazione criminale specializzata in truffe ai danni di società multinazionali e riciclaggio. A capo del sodalizio era un pluripregiudicato 48enne residente a Grottaglie.

    L'incontro al Mise sulla cassa integrazione richiesta da ArcelorMittal per 1.395 lavoratori del siderurgico non ha fatto fare passi avanti alla trattativa sindacale, anzi sembra registrare un irrigidimento delle parti. Nonostante ciò, il tavolo è stato aggiornato ai prossimi giorni.

    "Voglio essere ben chiaro, anche in ragione di quanto ho appena espresso. Non esiste alcuna possibilità che torni". Così, secondo fonti del Mise, si sarebbe espresso il ministro Luigi Di Maio al tavolo con azienda e sindacati convocato per discutere della cassa integrazione. Una risposta alle tante indiscrezioni giornalistiche che, in questi giorni, paventavano l'ipotesi di una reintroduzione dell'esimente a fronte della minaccia di ArcelorMittal di abbandonare Taranto dal 6 settembre prossimo. Ma anche ad un articolo del Sole 24 Ore che ha portato a galla alcune condizioni contenute nel cosiddetto addendum al Piano ambientale che è stato concordato tra Governo e azienda prima della sottoscrizione dell'accordo sindacale del 2018. Condizioni che avrebbero permesso all'attuale gestori di sfilarsi dalla partita senza dover pagare alcuna penale.

     

    Approvato il piano di misure precauzionali sulle collinette ecologiche. Ad annunciarlo è il Comune di Taranto, il quale preannuncia che le scuole chiuse dei Tamburi ‘Deledda’ e ‘De Carolis’ potranno così riaprire a settembre per l’inizio dell’anno scolastico. A giorni avranno infatti inizio i lavori di posa del bio materiale selezionato al fine di permettere al sindaco Melucci di revocare l’ordinanza di chiusura numero 9 del 2019, emessa nello scorso mese di marzo.

    Il piano ha avuto il via libera durante il tavolo tecnico tenutosi a Palazzo di Città e concordato con la Prefettura e l’autorità giudiziaria. Hanno presenziato, oltre al primo cittadino ionico, l’assessore alla Pubblica Istruzione Deborah Cinquepalmi e i rappresentanti di Asl Taranto, Arpa Puglia, Ispra e del commissario straordinario alle bonifiche. Il piano in questione è stato trasmesso in maniera formale all’autorità giudiziaria per le determinazioni del caso, in considerazione del vigente sequestro dell’intera area. Esso anticipa il programma di indagini che sarà oggetto di approvazione in apposita conferenza di servizi, nonché integra le significative iniziative già in corso d’opera per il monitoraggio della qualità dell’aria ed i sistemi di filtrazione dei plessi ‘Deledda’ e ‘De Carolis’.

    I nuovi gestori di ArcelorMittal devono fronteggiare un ulteriore problema emerso nelle ultime ore: l'ipotesi di spegnimento dell'altofoforno 2 dell'ex Ilva.

    Un sopralluogo per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori previsti dal piano ambientale. Si è svolto ieri nel sito ArcelorMittal di Taranto ed ha interessato l'area dei parchi primari, l’area dismissione Serbatoio 93, la cokeria, il parco agglomerato Sud, la stockhouse Afo4 e le nuove discariche.

    Sono iniziate questa mattina alle 4.00 le operazioni di rimozione delle alghe e degli inerti dal parco di mar Grande. Lo annuncia il Comune di Taranto che annuncia un progetto per il recupero dell'area attraverso la piantumazione di nuovi alberi dal prossimo autunno e servizi dedicati per renderla maggiormente fruibile da parte dei cittadini durante tutto l'anno.

    Questa sera alle 16.00, presso il Mise, il ministero dello Sviluppo economico, ArcelorMittal ribadirà la necessità di far fronte alla crisi del mercato dell'acciaio attraverso il ricorso alla cassa integrazione. Luigi Di Maio, però, vuole capire come mai rimarranno a casa 1.395 lavoratori per 13 settimane. In mezzo i sindacati dei metalmeccanici che questa cassa proprio non la vorrebbero in quanto andrà ad incidere pesantemente sul potere d'acquisto dei lavoratori del siderurgico. L'Usb, in particolare, oggi sciopererà e manifesterà la propria contrarietà dinnanzi la sede del Mise.

    L’amministrazione comunale di Taranto metterà a punto delle ordinanze per indurre i privati titolari di ampie aree verdi della città a garantire la manutenzione ordinaria, affinché il lavoro sulle aree pubbliche non sia reso vano dalla loro incuria.

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