Domenica, 17 Dicembre 2017

    È il giorno di santa Cecilia. A Taranto inizia il Natale più lungo d’Italia

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Come ogni anno, anche questo 22 novembre la città di Taranto si è svegliata al suono delle pastorali in un’aria carica di odori di pettole fritte e con la mente già proiettata al prossimo Natale.


    Sì, perché a Taranto il Natale inizia prima, si potrebbe quasi dire. A partire dal giorno di Santa Cecilia si entra nel clima spirituale dell’Avvento. Un momento pregno di suggestioni per coloro che sono più avanti con l’età e ricordano i tempi andati, quando i regali non arrivavano con Babbo Natale, bensì con la Befana. Ma che anche i più piccoli conoscono bene: il loro risveglio è infatti caratterizzato da note che durante i giorni che precedono il 25 dicembre si ripeteranno più e più volte; inoltre anche nelle scuole, oltre che nelle case, per loro Santa Cecilia è sinonimo di pettole.
    Le pettole, appunto. Un cibo che, secondo la tradizione, i tarantini donavano ai pastori. Un prodotto povero e semplice, ma gustoso, che i più condiscono con lo zucchero. Rappresentano l’essenza del dono, un’obbligazione reciproca che sorge all’interno di una comunità di conoscenti e non.
    Come da tradizione, alle 3 di notte la banda attraversa le vie della città, eseguendo le pastorali natalizie in onore di Santa Cecilia. E non potrebbe essere diversamente visto che la santa è anche patrona della musica.
    In serata invece ore 17.00 si assiste alla processione di santa Cecilia che parte da San Giuseppe, accompagnata dalle confraternite, e compie il giro della città vecchia.

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