Giovedì, 15 Novembre 2018

    Santa e l’altra metà del cielo: il tema del doppio nel romanzo di Alessandra Macchitella In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Un pubblico attento, curioso e partecipe ha assistito ieri sera, a palazzo di città, alla prima presentazione ufficiale di “Santa”, il romanzo d’esordio della giornalista tarantina Alessandra Macchitella, edito dai tipi di Les Flaneurs. Romanzo che può vantare la prefazione di una penna prestigiosa come è quella di Aldo Cazzullo che ha conosciuto personalmente l’autrice proprio qui a Taranto.

    Ad introdurre gli ascoltatori nel mondo di Santa ci ha pensato il collega Leo Spalluto che ha letto, inoltre, una serie di passi del libro grazie ai quali, anche chi non aveva ancora sfogliato il libro, ha potuto apprezzare lo stile dell’autrice, il suo modo di caratterizzare i personaggi e la descrizione degli scorci di Taranto che spesso fanno capolino nel dipanarsi della trama.

    Santa è un libro che gioca ed analizza il tema del doppio, archetipo letterario fin dai tempi più antichi: narra infatti di due gemelle, così uguali e così lontane – si potrebbe dire ricorrendo ad una citazione -, le quali lottano per affermarsi nella società, anche se con strumenti e prospettive apparentemente diversi. Santa con il suo corpo, Luana – questo il nome della gemella – con il suo cervello e la sua dedizione alla professione giornalistica.

    Due traiettorie diverse che prendono avvio da uno stesso punto. Due vite condotte in apparente antitesi che sembrano rappresentare i poli opposti di una visione manichea della vita. Ma l’autrice ha avvertito i lettori: “Non credo alle persone totalmente buone o totalmente cattive, figurarsi se possa pensarlo dei personaggi di un romanzo”. Per questo Santa è anche un lavoro di scavo all’interno delle vite di queste due donne per ricercarne le fragilità e le paure, i sogni e i desideri.

    Ma Santa non è solo la proiezione di due universi valoriali distinti. È anche un affresco dei nostri tempi: della fama effimera garantita dai media e dalle riviste patinate, nonché delle difficoltà quotidiane di chi vuole emergere nel mondo del giornalismo. Un mondo troppo spesso incline a raccontare le storie degli altri e non quelle di chi in questo settore lavora o cerca di affermarsi spesso senza essere adeguatamente retribuito per il lavoro svolto.

    Alessandra Macchitella racconta di averlo scritto sulla base di un impulso forte ed irresistibile, in un momento particolare della propria vita. Come se il romanzo fosse affiorato da solo nella mente dell’autrice a cui ha chiesto solo di essere portato alla luce. Ma il lavoro di cesello svolto dalla stessa in fase di revisione, e dalla casa editrice prima della pubblicazione, hanno avuto un ruolo non meno rilevante. Santa è però anche un giallo; un libro con un finale a sorpresa che promette di lasciare con il fiato sospeso.

    Alla presentazione, ieri, c’era anche l’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti, che - oltre a portare il saluto dell’amministrazione - ha voluto ringraziare l’autrice per le splendide parole usate nel romanzo per descrivere la bellezza della nostra città che ora ha un veicolo in più per farsi conoscere fuori dai propri confini.

     

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