Venerdì, 24 Gennaio 2020

    Il mito di Medea al Tatà

     

    L’associazione culturale CI PROVI…amo – Compagnia teatrale KISSA presenta in prima assoluta al Teatro TaTA’ alle ore 21 (ingresso 20.30) domenica 12 gennaio 2020 il progetto drammaturgico “MEDEE”.
    Con regia e testo di Raffaela Caputo si tratta di una rivisitazione del mito di Medea. Lo spettacolo della Compagnia KISSA vede in scena Raffaela Caputo – nutrice, Sonia Mariella – Medea, Cinzia Greco – Medea, Pietro Zaccaria - Giasone e coro , Sandra Graniglia, Fabio Cassano, Cosima Ferraro, Elena De Luca – coro. La voce narrante è Michele Lonoce, anche Creonte e coro.
    Scene e costumi Francesca Ruggiero, disegno e luci Walter Mirabile, direzione tecnica Nicola Del Conte. Contributo 10 euro. Info e prenotazioni: 3495613303-3398078810.
     
    Il commento della regista
     
    Una donna tradita dei nostri giorni , una “ potenziale” Medea, è intenta freneticamente a cucire un abito rosso sangue; nelle pause forzate del suo dolore legge il libro “ Madre e madri”. Si imbatte nella narrazione dell’inizio dell’amore di Medea per Giasone, che prende vita dal mare e attraverso una sua danza selvaggia comunica alla Medea moderna il dramma della loro vita. Ella diventa spettatore unico e privilegiato, la sua fantasia e i suoi pensieri corrono liberi e senza freni come vento sulle onde del mare. Le parole di Medea diventano i suoi ricordi, le passioni e le emozioni di Medea divengono le sue! I personaggi diventano persone, Medea moderna gradualmente fa suoi i dilemmi di Medea, vive la scissione interiore di cui Medea è paradigma straordinario, fino a un bivio! Un evento imprevisto porta le due Medee a prendere una decisione diversa. Il rumore di qualcosa che s’infrange! E come il mare che si vive secondo l’attimo e le correnti, quel rumore è come un clic che conduce la Medea greca a naufragare in un mare di dolore con l’uccisione dei suoi figli e la Medea moderna a trovare il porto sicuro della propria identità. Il mito di Medea affascina da sempre il drammaturgo che, nelle varie trasposizioni del mito, cerca risposte con valenza “universale” alle crisi di decadimento dei valori. “ Il testo fa risuonare la voce unica dell’autore del passato (Euripide e Seneca) e del presente - commenta la regista Raffaela Caputo - ma la frantuma in tante voci quanti sono i personaggi attualizzandole. Le parole del testo greco diventano le parole del presente della Medea dei nostri giorni. 
     

     

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