Sabato, 18 Novembre 2017

    Parchi minerali. Melucci: “Bene copertura, ma il ricorso contro l’Aia non si ferma”

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    “Il contesto inizia a risultare più positivo, ma è ancora troppo poco per immaginare di fermare il nostro ricorso in sede giudiziale”. Sono queste due righe poste alla fine di un comunicato stampa in cui si esprime parziale apprezzamento verso l’azione del ministro Calenda ad avere il sapore di una vera e propria bomba istituzionale lanciata contro il Governo.

    A sganciarla è il primo cittadino di Taranto, Rinaldo Melucci, nella nota con cui commenta il via libera dato agli amministratori straordinari di Ilva affinché inizino i lavori per la copertura dei parchi minerali.

    “Esprimiamo soddisfazione per l’accelerata del Ministro Calenda riguardo la copertura dei parchi minerali – scrive Melucci -, ma vigileremo perché gli annunci si traducano in azioni concrete e vincolate. Non accetteremo un solo giorno di ritardo sul nuovo crono programma”.

    Ma le note positive finiscono qui. Perché il sindaco di Taranto, subito dopo, afferma: “Come abbiamo sempre sollevato a gran voce, quella di Ilva non è una semplice vertenza sindacale tra lavoratori e potenziale proprietà; c’è in gioco la salute di tutti i tarantini, l’ambiente, l’indotto. Ecco perché il Comune di Taranto e la Regione Puglia rivendicano una presenza di sostanza al tavolo delle trattative col Governo. L'aver azzardato in queste ore da parte del Mise un consesso che pone Taranto alla stregua del più piccolo comune italiano dove il gruppo Ilva possiede un semplice ufficio amministrativo, appare quasi un “contentino” se non una provocazione”.
     

    “L'impressione – rincara la dose Melucci - è che gli enti locali e la comunità non siano ancora percepiti come ospiti utili a quel tavolo. Forse non è comodo per qualche attore istituzionale ascoltare le nostre istanze in questa fase, ma la posizione coraggiosa che abbiamo assunto verso il Dpcm dello scorso settembre [rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale ad Am InvestCo, NdR] e nei riguardi dei Wind Day ha finalmente riportato attenzione massima sugli obiettivi ulteriori, ma altrettanto importanti, rispetto al numero di esuberi diretti dello stabilimento. Avevamo evidentemente ragione a manifestare ancora fiducia e nel contempo ad alzare il livello del confronto”.

    Livello del confronto che certo non si abbassa se, come scrive afferma ancora il primo cittadino: “Non saremo del tutto paghi finché non registreremo l'avvio esecutivo delle bonifiche a guida del Comune, la rivisitazione di talune tecnologie e pratiche contenute nell’ultima Aia, l'anticipazione della valutazione del rischio sanitario, la salvaguardia totale del nostro indotto, troppo a lungo sfruttato e bistrattato anche dai commissari straordinari”.

    Infine la stoccata in cui si preannuncia che il ricorso al Tar contro l’Aia non è stato riposto nel cassetto.

    Ora si attendono le reazioni del Governo che già più di una volta ha bollato tale azione giudiziaria come foriera di ulteriori rallentamenti nel processo di ambientalizzazione della fabbrica. Il timore di Calenda è quello di una sospensiva concessa dal tribunale amministrativo che genererebbe un ulteriore prolungamento dei tempi per l’attuazione degli interventi da effettuarsi sugli impianti.

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