Sabato, 18 Novembre 2017

    Copertura parchi. Ecco il progetto di messa in sicurezza della falda

    By Marco RUFFO Novembre 09, 2017 664
    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    Come è ormai noto, il ministro Calenda “ha dato istruzione – così si legge in una nota ufficiale – ai commissari straordinari di Ilva, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba di avviare i lavori di copertura dei parchi minerari”.

    La nota non dice solo questo, bensì aggiunge che “l’intervento verrà realizzato sulla base del progetto già approvato e appaltato dall’amministrazione straordinaria […]. Nei prossimi mesi l’azienda procederà con tutte le attività preliminari previste dal progetto”.

    Cosa cambia

    Stando a quanto è scritto nel decreto con cui è stata concessa l’Aia ad Am InvestCo, il nuovo gestore avrebbe avuto tempo sino al 30 settembre 2018 per avviare le attività di cantiere. Oggi invece l’inizio dei lavori per la copertura dei parchi è previsto per febbraio 2018. Entro gennaio del prossimo anno, infatti, dovranno concludersi le attività preliminari e propedeutiche tra cui la rimozione dei cumuli.

    Cosa non cambia

    Il termine di ultimazione dei lavori. Era fissato precedentemente in 36 mesi e tale tempistica è stata confermata anche ieri.

    Misure di messa in sicurezza d’emergenza della falda superficiale

    Nell’Aia è prevista la messa in sicurezza della falda superficiale.

    Il progetto cui si fa riferimento è contenuto nella domanda di Autorizzazione integrata ambientale approvata con decreto del 29 settembre 2017. In particolare bisogna fare riferimento agli allegati della sezione 14.

     

    Metodo e tecnica                                                                                                      

    L’intervento proposto prevede l’installazione di sistemi di emungimento e trattamento delle acque di falda (Pump & Treat), finalizzato a contenere nell’immediato la diffusione dei contaminanti al di fuori dell’area, in attesa di interventi di bonifica definitivi.

    Il costante drenaggio e pompaggio dovrebbe determinare una significativa rimozione nel tempo del contaminante e, attraverso il trattamento delle acque estratte, la riduzione dal sottosuolo della massa dei contaminanti disciolta nella falda acquifera.

     

    Il progetto si articola in 4 fasi:

    1° Fase - Pulizia e rimessa in esercizio con portate potenziate dei pozzi appartenenti alla trincea nastri esistente e contestuale installazione di un primo modulo di impianto mobile per il trattamento delle acque emunte.

     

    2° Fase - Successivamente all’avvio dell’emungimento ed alla messa in esercizio dell’impianto mobile sarà realizzato il primo tratto di diaframma drenante lato Nord/Est, lato Strada Provinciale Statte.

     

    3° Fase - Durante la realizzazione del tratto di diaframma drenante a Nord/Est, si valuterà l'effetto dell'emungimento dalla trincea nastri sull'angolo Sud/Est del confine e sarà pertanto valutata la necessità di realizzare un secondo tratto di diaframma drenante in tale zona.

    Sempre in relazione alla risposta del sistema, si valuterà l’implementazione dell’impianto mobile e/o il passaggio ad un impianto definitivo di potenzialità maggiori.

     

    4° Fase - Sulla base degli esiti del piano di monitoraggio applicato alla configurazione di emungimento derivante dalle precedenti fasi si valuterà se realizzare un tratto di diaframma plastico lato strada statale e se aumentarne la lunghezza per limitare il richiamo di acque all’interno del sito dal quartiere Tamburi.

     

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