Sabato, 18 Novembre 2017

    La Cisl denuncia: “Clima di paura nel carcere”

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    La Fp-Cisl chiede un incontro immediato direzione della Casa Circondariale sulla definizione dei criteri per la determinazione e la distribuzione dei carichi di lavoro e la verifica della produttività degli uffici.

    Alla direzione si chiede inoltre di “dare evidenza formale dei risultati, ove esistenti, della obbligatoria “valutazione da stress correlato” cui devono essere sottoposti i lavoratori.

    Richieste queste scaturite al termine di un incontro con il personale del penitenziario ionico svoltosi nei giorni scorsi. Un’assemblea che si è svolta in un clima di grande tensione, secondo Massimo Ferri, segretario della Cisl-Funzione pubblica.

    “I racconti dei dipendenti, pieni di intensità emotiva, rabbia ma anche di solidarietà, hanno ancora di più contribuito a descrivere condizioni di lavoro surreali che impongono l’assunzione di provvedimenti non più rinviabili”, scrive Ferri.

    “A fronte di una capacità di 306 detenuti – afferma il segretario della Cisl Fp - ve ne sono stabilmente circa 530 a cui non è certo possibile garantire condizioni di vita, di assistenza o di attività volte al recupero sociale, con i soli tre funzionari di fatto esistenti dell’area educativa, quando ne erano previsti 9 e ne occorrerebbero 16 in rapporto ai detenuti esistenti”.

    “Ma – sostiene ancora il rappresentante dei lavoratori - un organico insufficiente, ritmi e carichi di lavoro impossibili, un’organizzazione lacunosa e giornalmente improvvisata, richiederebbero un’amministrazione che stimolasse la partecipazione motivata dei lavoratori, dando loro fiducia, creando condizioni di lavoro serene e pronta a sostenere i dipendenti, soprattutto quando viene loro richiesto un impegno straordinario”.

    “Siamo invece di fronte ad un’amministrazione distante – puntualizza Ferri, che ha rinunciato al dialogo, che ha insediato un clima costante di paura, con i dipendenti che hanno il timore che qualsiasi comportamento, anche il più naturale, possa essere severamente ripreso, lavoratori abbandonati a se stessi, lasciati soli a fronteggiare responsabilità, spesso improprie, di una popolazione carceraria di proporzioni smisurate. Una situazione straordinaria, che sta pregiudicando gravemente la salute dei dipendenti, richiede provvedimenti ed iniziative straordinarie”.

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