Giovedì, 18 Ottobre 2018

    Zes, Banco di Napoli e autorità portuale insieme. Accordo da 1,5 miliardi

    By Marco RUFFO Novembre 28, 2017 665

    Zes, ovvero zone economiche speciali. Per molti si tratta di un’altra sigla vuota e priva di concreti sviluppi economici per la città. Per gli imprenditori, il mondo del credito, le istituzioni pubbliche, le Zes sono invece molto di più.

    Lo conferma la grande partecipazione alla presentazione dell’accordo tra il Banco di Napoli e l’autorità portuale di Taranto tenutosi questa mattina presso la camera di commercio di Taranto.

    Che cosa sono le Zes

    Affinché un’area possa essere dichiarata Zes devono sussistere alcune pre-condizioni.

    In primo luogo, essa deve ricadere all’interno di una regione meno sviluppata rispetto al contesto del sistema-paese. In questo senso, è facile comprendere che la maggior parte delle Zes troveranno allocazione al sud. L’area in questione, inoltre, deve essere un’area portuale.

    Ma non basta. Affinché il Governo possa formalizzare la presenza di una zona Zes, è necessario che le istituzioni e gli operatori commerciali abbiamo delineato – in merito al territorio che rientra nel perimetro Zes – un serio piano di sviluppo strategico.

    Da questo punto di vista esistono ancora dei punti interrogativi per quanto concerne la Zes ionica. Come ha ricordato il presidente di Confindustria ci sono ancora dubbi e riserve circa l’inclusione o meno del territorio di Matera nel perimetro della Zes di Taranto. Cesareo ha aggiunto che personalmente non è aprioristicamente contrario a tale allargamento dell’hinterland portuale (“Ferrandina -  ha ricordato il presidente di Confindustria  – rientra già nel corridoio trans europeo 8) , ma è necessario comprendere come Zes e Contratto istituzionale per Taranto possano coesistere e se questi due interventi non debbano coinvolgere perimetri omogenei.

    Perché il Banco di Napoli

    Tra i requisiti che permettono di dichiarare una zona economica come Zes vi sono accordi e convenzioni con istituti di credito. A Taranto un accordo è stato stipulato. Prevede che il Banco di Napoli apra una linea di credito di 1 miliardo e mezzo di euro verso le imprese che intendono investire. Non solo: secondo quanto dichiarato da Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli, l’istituto intende promuovere produttività e capitale umano  attraverso un forte investimento su di essi.

    Il Banco di Napoli, a tale proposito, porta come esempio quanto positivamente sperimentato proprio nel capoluogo di regione campano, dove ha costituito – in collaborazione con l’università, un “hub innovazione”. “Negli ultimi tre mesi -  ha detto Guido – l’hub ha formato 300 imprese”. Lo stesso copione potrebbe ripetersi in Puglia, avendo il Banco, a luglio, replicato quell’accordo anche con l’università di Bari.

    Gli esempi positivi nel mondo

    Nel mondo le Zes sono meglio conosciute come Free Zone. Ne esistono in Europa (Polonia ad esempio), ma anche nel Mediterraneo (Tanger Med). Inoltre ve n’è una a Port Said che beneficia della vicinanza con il canale di Suez.

    Come ha affermato Alessandro Panaro, responsabile SRM, un centro di studi e ricerche collegato ad Intesa San Paolo, in tutte le esperienze sinora studiate, le zone in cui sono presenti incentivi e de-fiscalizzazione hanno mostrato una crescita esponenziale non solo dell’area portuale, ma anche dell’economia regionale.

    Investimenti chiamano investimenti, è la sintesi. “Ma a patto che le aziende che investono trovino infrastrutture ed istituzioni dialoganti – ha sottolineato Panaro. Solo così, al termine del periodo di tempo in cui gli sgravi sono attivi, il sistema produttivo sarà in grado di autoalimentarsi”.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati