Domenica, 17 Dicembre 2017

    Demolizioni e bonifiche navali: la nuova vita dello Yard Belleli In evidenza

    By Marco RUFFO Novembre 30, 2017 278
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Demolizione, riciclaggio e bonifica di giganti del mare cui ora non resta che cedere in passo. In attesa che l’intera superficie dello Yard Belleli possa tornare ad ospitare insediamenti produttivi, è questo il futuro che si prospetta per un sito un tempo noto in tutto il mondo ed oggi in totale stato di abbandono.

    A far sì che tutto questo si tramuti in realtà ci hanno pensato l’Autorità di sistema portuale del mar Ionio e l’Agenzia industrie difesa. Quest’ultima, come ha raccontato il suo direttore generale, Gian Carlo Anselmino, è stata contatta dall’Authority ionica che ha prospettato la disponibilità dello Yard Belleli per attività di cui l’agenzia in house del ministero della Difesa già si occupa in altri contesti nazionali.

    E così si è manifestato l’interesse di Aid per Taranto. Dove si prevede di realizzare qualcosa di molto simile a quanto già sperimentato a La Spezia. Le due città, quindi, oltre ad ospitare i due arsenali della Marina Militare ora condivideranno anche la presenza di aziende che si occupano di demolizione, riciclaggio e bonifica di navi destinate ad abbandonare il mare.

    Questa mattina, Autorità portuale e Aid hanno firmato un accordo di collaborazione della durata di 5 anni alla presenza delle istituzioni locali e del mondo delle imprese locali.

    Che le aziende coinvolte in tali attività saranno locali lo ha assicurato, durante la conferenza stampa di questa mattina, il presidente provinciale di Confindsutria, Vincenzo Cesareo. Il quale ha inoltre segnalato la necessità che, intorno ai pezzi di risulta delle demolizioni, nasca un’ulteriore filiera produttiva che generi nuova cantieristica.

    Da parte sua, l’Agenzia industrie difesa ha assicurato che farà dello Yard un sito certificato in Europa portando esperienza e know how maturato in contesti nazionali ed internazionali.

    Notizie positive sono arrivate in conclusione anche dal presidente dell’Autorità portuale di Taranto, Serge Prete, che ha prospettato la possibilità di un ulteriore sviluppo per lo Yard. Quest’ultimo ha infatti un’estensione notevole, vicina ai 350 mila metri quadrati, e come tale può ospitare anche altre imprese del settore cantieristico-navale.

    L’area in questione tuttavia è inclusa nel novero di quelle che necessitano di interventi di bonifica sui suoli superficiali. Un onere che potrebbe scoraggiare eventuali investitori. Ma secondo Prete esistono ottime possibilità che si possano stipulare accordi tra soggetti pubblici e privati che permettano di distribuire diversamente i costi del capping all’interno di project financing ben strutturati.

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