Domenica, 21 Gennaio 2018

    Zes, Vico: “Per la puglia 4.300 ettari, ma non si penalizzi Taranto”

    By Marco Ruffo Dicembre 11, 2017 342
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    “Il Governo è pronto a rivedere l’estensione delle Zes (Zone economiche speciali) istituite in Puglia, ma è importante che la Regione definisca con rapidità il proprio piano strategico”. Il deputato del Partito Democratico, Ludovico Vico, è ottimista sul futuro delle Zes, ma mette in guardia la classe dirigente locale dall’alzare troppo la posta nei confronti dell’Unione Europea.

    Come è noto, le Zes pugliesi sono due: una si sviluppa intorno all’area portuale di Taranto che è sede dell’Autorità di sistema dello Ionico; la seconda abbraccia Bari e Brindisi e di conseguenza ha il proprio perno nell’Autorità di sistema dell’Adriatico meridionale.

    Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che il 6 dicembre scorso ha formalizzato l’estensione delle Zes, ha previsto che in Puglia le due zone economiche speciali – insieme - non superino i 3 mila ettari. Ma la richiesta fatta al ministero per il Mezzogiorno è quella di ottenere gli sgravi fiscali per una superficie superiore rispetto all’attuale. Da Roma hanno fatto sapere – riferisce l’onorevole Ludovico Vico - che presto verrà “rivisitato l’algoritmo sulla base del quale sono state definite le estensioni delle Zes in considerazione della diversa concentrazione di abitanti tra le diverse aree del Mezzogiorno”.

    Questa rivisitazione non interesserebbe solo la Puglia, bensì anche la vicina Basilicata. Secondo il deputato del PD “la Puglia potrebbe ottenere per le proprie Zes un’estensione che si aggirerebbe, in totale, sui 4.300 ettari, mentre la Basilicata potrebbe raggiungere i 900 ettari circa”.

    Ma come verrebbero disegnate le due Zes pugliesi? Vico ritiene che si debba procedere ad una divisione degli ettari concessi alla Puglia “in maniera equitativa”. Ma dalle sue parole traspare il timore che si possano adottare criteri diversi. La Zes adriatica, infatti, non comprende solo i comuni capoluogo di Bari e Brindisi, ma si estende sia a nord che a sud, da Manfredonia a Surbo. Vico tuttavia ritiene che, non per questo, la Zes di Taranto possa essere ridotta ad 1/5 della superficie concessa alla Puglia.

    Molto probabilmente, un compromesso tra le province pugliesi porterà la Zes di Taranto ad avere dimensioni pari ad 1/3 dei 4.300 ettari finali.

    In questo iter si inserisce il lavoro della Regione Puglia. Vico avverte: “Occorre fare presto e definire quanto prima il piano strategico da presentare per candidare le due Zes”. Mercoledì intanto, presso la sede della Regione di Lecce, l’assessore Mazzarano terrà una riunione con il gruppo di lavoro che si sta occupando della Zes adriatica.

    I tempi. Da Roma fanno sapere che la rivisitazione debba concludersi entro il mese di dicembre o, al massimo, entro i primi giorni di gennaio. E questo perché, subito dopo, le candidature andranno inviate all’Unione Europea per un vaglio preliminare. La stessa Unione Europea che ha stanziato 209 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione per il finanziamento delle misure previste dalle Zone economiche speciali, ma che in questo momento deve stare attenta a non suscitare le ire di paesi come la Polonia, la quale rappresenta un ottimo laboratorio per le free zone del vecchio continente, ma che non tollererebbe disparità di trattamento rispetto all’Italia.

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