Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Gasolio, Eni esclude anomalie imputabili alla raffineria

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “Eni conferma che il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria”.

    È condensato in queste righe il messaggio dell’Eni che respinge al mittente qualsiasi accusa circa possibili problemi avvenuti nei processi di raffinazione del greggio ed assicura: “Sono tuttora in corso approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti”.
    I disservizi erano stati “denunciati” dallo Sportello dei Diritti di Lecce che, in un comunicato apparso sul proprio sito, parla di “un vero e proprio putiferio nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto tra gli automobilisti infuriati per i danni subiti dalle proprie autovetture a causa del gasolio non correttamente raffinato, distribuito in moltissime pompe delle tre province e che proverrebbe da una raffineria di Taranto. La causa dei danni a centinaia di veicoli - che dopo il rifornimento di gasolio hanno manifestato difetti alle pompe di gasolio ed agli iniettori con arresto improvviso - a seguito di sommarie notizie pervenuteci, risalirebbe al fatto che nei giorni attorno a Natale si sarebbe verificato presso una raffineria di Taranto un problema di mixaggio per cui è stato fornito un prodotto altamente inidoneo alla carburazione”.
    Lo Sportello non cita espressamente Eni che, tuttavia, ha ritenuto ugualmente di dover precisare la propria posizione, facendo intuire che, se vi sono stati problemi, questi sono da addebitare ad azioni avvenute dopo il termine del processo di raffinazione e comunque fuori dagli stabilimenti di sua proprietà. La società non ha per ora annunciato azioni legali, ma appare scontato che, se si dovesse trattare di un falso allarme o si dovesse dimostrare l’estraneità della raffineria ai problemi rilevati dagli automobilisti, la questione potrebbe avere risvolti giudiziari.
    Chi sembra intenzionato a sottoporre la vicenda al vaglio della magistratura inquirente è Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che riferisce di aver “depositato un esposto presso la procura della Repubblica presso il tribunale di Lecce per denunciare l’accaduto, mentre l’associazione attraverso i suoi collaboratori ha avviato una “class action” per tutelare i cittadini al fine di ottenere il più ampio ristoro dei danni patiti”. Danni che – sempre secondo l’associazione - si aggirerebbero intorno ai 1.500,00 euro.
    Nelle prossime ore capiremo qualcosa in più circa l’accaduto, tuttavia ci pare quantomeno avventato, in mancanza di una perizia tecnica e di ulteriori accertamenti, additare la raffineria ionica come responsabile dell’accaduto. Lucidità di giudizio impone di attendere fatti e prove prima di indicare presunti colpevoli.

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