Mercoledì, 26 Settembre 2018

    Parto complicato, i chirurghi di Taranto salvano giovane mamma In evidenza

    Foto ufficio stampa Foto ufficio stampa

    Un delicato intervento svolto da equipe provenienti da differenti ambiti specialisti è stato portato a termine con successo al Ss. Annunziata di Taranto. Una buona notizia perché ha permesso ad una bambina di venire alla luce.

    Durante la gestazione della partoriente, una donna di 28 anni alla sua seconda gravidanza, i ginecologi dell’Ospedale “Di Venere” di Bari che seguivano la paziente hanno scoperto che si era formata una placenta “accreta”, cioè sviluppata nella parete dell’utero anziché sulla sua superficie interna. Questa condizione avrebbe comportato una gravissima emorragia durante il parto con elevato rischio per la vita della giovane mamma.

    Per questo motivo, la paziente è stata indirizzata al SS. Annunziata dove è da anni attiva un’unità operativa di radiologia e neuroradiologia interventistica che, operando con gli ostetrici, avrebbe potuto ridurre il rischio emorragico.

    Grazie ad una modernissima apparecchiatura angiografica, in grado di erogare una bassissima dose di radiazioni, il dottor Nicola Burdi, responsabile della unità, e i suoi colleghi Vittorio Semeraro e Nicola Lucarelli hanno posizionato, prima del parto, due cateteri “a palloncino” nelle arterie ipogastriche allo scopo di bloccare l’afflusso di sangue all’utero per il tempo necessario a far nascere la bambina e rimuovere la placenta e la porzione di utero da essa infiltrata. Di quest’ultima operazione si è occupato il dottor Emilio Stola, direttore dell’unità di ginecologia, coadiuvato dalla dottoressa Letizia Marra.

    L’intervento non ha avuto complicanze post-operatorie ed è l’ennesimo successo dell’Asl di Taranto in campo chirurgico.

    Il direttore generale, Stefano Rossi, ha espresso soddisfazione in merito all’operato del: “Il delicato intervento evidenzia, ancora una volta, la competenza la grande professionalità e la capacità di lavorare in team multidisciplinari delle équipe mediche che operano nelle strutture ospedaliere dell’azienda, che non hanno niente da invidiare a quelle attive presso i migliori centri chirurgici nazionali”.

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