Sabato, 24 Febbraio 2018

    CONVEGNO USB A TARANTO. EMILIANO: “CASO ILVA, IL GOVERNO HA PAURA DI PARLARE CON NOI”

    By Ottaviano Larini Febbraio 05, 2018 108
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Il Governo ha paura di parlare con noi, perché ogni cosa che dicono è una prova contro di loro”. E’ con queste parole pensanti, e con questi toni accusatori, che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha voluto descrivere i rapporti della Puglia con Roma, in seno alla questione ILVA.

    Negarci la visione dei contratti di vendita dello stabilimento è una cosa che non ha precedenti – ha poi aggiunto il governatore – Stiamo parlando di uno stabilimento industriale, non di un sito militare”.

    Il J’accuse di Emiliano s’è concretizzato durante il Convegno dell’USB tenutosi nel pomeriggio di ieri a Taranto, nella sala congressi dell’Hotel Mercure di Viale Virgilio.

    All’incontro, cui hanno partecipato un centinaio di persone tra “addetti ai lavori” e semplici cittadini, era anche presente il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci i cui toni sulla questione Ilva, seppur più “morbidi” rispetto a quelli del Governatore, non sono stati meno importanti. “Se acquisiamo come punto di svolta gli accadimenti del 2012, nella vicenda lunga e complessa che ne è scaturita per Ilva e la città di Taranto, c’è un prima e un dopo, rappresentato dall’insediamento di questa amministrazione comunale. Ci siamo naturalmente sforzati di coniugare le esigenze dell’occupazione con i diritti inalienabili dei cittadini, ma per la prima volta ci siamo assunti il coraggio di scardinare il tabù per il quale salute e lavoro stanno sullo stesso piano. È ormai evidente che le questioni della salute e dell’ambiente, per la gran parte della nostra comunità, sono del tutto sovraordinate alle questioni del lavoro e degli investimenti. Il che equivale finalmente a tutelare prima di tutto proprio la salute dei lavoratori dello stabilimento. Ricordiamo a tutti che prima della forte presa di posizione degli enti locali, non erano prioritarie, nell’ordine del giorno dei tavoli romani su Ilva, questioni come la copertura dei parchi minerali, della bonifica dell’amianto e della valutazione del rischio sanitario. Riteniamo che i prossimi 15 giorni siano cruciali per ricercare un corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato con la convinzione che ora debbano essere i potenziali investitori a fornire adeguate garanzie al territorio e non il contrario”.

    Che il tono del convegno non fosse d’altronde eccessivamente conciliante nei confronti del Governo centrale, lo si era capito sin dall’inizio (e d’altronde la posizione di USB è chiara da tempo), quando a prendere la parola è stato Sergio Bellavita, ex segretario nazionale FIOM oggi nelle file dell’USB Nazionale: “La storia Ilva compresa tutta l'oscura vicenda della sua cessione è la rappresentazione più fedele del livello di degrado del paese. Arcelormittal non è la soluzione per Taranto come non lo era la famiglia riva. USB ha il coraggio della verità anche quando tutto sembra andare in direzione opposta. Sosteniamo il ricorso di regione e comune anche contro chi è supino agli interessi Delle imprese. Taranto e i suoi cittadini hanno diritto a un risarcimento da questo paese e non permetteremo nuove speculazioni”

    S’è ovviamente tornati sulla questione del ricatto occupazionale e del dilemma salute-lavoro cui soggiacciono migliaia di lavoratori ILVA, come dimostrano le parole del coordinatore provinciale USB Francesco Rizzo: “Non accettiamo più ricatti e non siamo più di sposti a trattare, perché per troppi anni si è giocato sulla salute di noi cittadini, ma è arrivato il momento in cui non si può tornare più indietro. Vogliamo garanzie concrete, con atti concreti a tutela del territorio e di chi lo abita”.

    Certamente positivo è infine stato il commento all’incontro di Luciano Manna, Peacelink: “Come Peacelink siamo molto contenti di quest’incontro che ha messo insieme Istituzioni e società civile per parlare di un tema che ci tocca da vicino più che mai e che merita al più presto una risposta concreta. Ci auguriamo che i politici e le amministrazioni si facciano promotrici verso il prossimo Governo e lo smuovano verso la riconversione che non rappresenta un’utopia, visto che in altri paesi esiste già una progettualità e, in alcuni casi, già l’attuazione. Oggi abbiamo l’opportunità di comprendere le intenzioni della politica nei confronti del territorio, una terra che vuole guardare al futuro senza tecnologie obsolete e altri rischi ambientali e sanitari

     

     

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