Giovedì, 26 Aprile 2018

    C’è il decreto per la rete aeroportuale pugliese. Emiliano: “Ora investimenti su Taranto e Foggia” In evidenza

    Foto ufficio stampa Regione Puglia Foto ufficio stampa Regione Puglia

    “Potremo utilizzare i guadagni di Bari e di Brindisi per Foggia e Taranto, senza incorrere in eccezioni o contestazioni da parte del ministero. Questo rafforza la rete e impedisce che qualcuno ci costringa a chiudere gli aeroporti meno trafficati, mettendoli tutti in sicurezza”.

    Sono queste le dichiarazioni a caldo del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla notizia del riconoscimento della rete aeroportuale pugliese tramite decreto interministeriale.

    Secondo il governatore: “Si tratta di una novità di grande importanza per gli aeroporti pugliesi - peraltro già operanti in un contesto di sistema regionale di diffusione e specializzazione –  per il quale va sottolineato il prezioso supporto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e in particolare del ministro Graziano Delrio, del ministero dell’Economia e delle Finanze, e del direttore generale dell’Enac, Alessio Quaranta”.

    Il decreto recepisce quanto disposto dalla direttiva 29 del 2012 emanata dall’Unione Europea e dalla legge 2 dello stesso anno che, in conformità al piano nazionale degli aeroporti, prevede “l’incentivazione alla costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi”.

    Nella nota del presidente Emiliano c’è anche un timido accenno al traffico civile: “Il riconoscimento – afferma - ci consentirà di difendere e aumentare gli investimenti anche sugli aeroporti con minore traffico passeggeri, come quelli di Foggia e Grottaglie, utilizzando le maggiori entrate sugli aeroporti di Bari e di Brindisi per sostenere i costi anche degli altri due scali. Questo in vista dell’allungamento della pista di Foggia per consentirne la destinazione a base della “Protezione civile” e nella speranza che sia Foggia che Grottaglie siano oggetto di interesse da parte di compagnie private, anche se possibile con qualche sostegno da parte della Regione Puglia”.

    Ma secondo i vertici regionali la notizia è un’altra. Ovvero lo scampato pericolo rispetto al possibile declassamento di uno degli scali della rete regionale. Ora gli scali sono tutti e quattro “al servizio delle esigenze produttive e turistiche della Puglia”, si legge nella nota inviata dalla Regione. Inoltre, secondo Tiziano Onesti, numero uno di Adp: “Tale designazione consentirà all’Autorità di regolazione dei trasporti di valutare l’applicazione  di un sistema di tariffazione comune per l’intera rete: ciò potrà favorire una riduzione degli oneri a carico dell’utenza e di migliorare la competitività degli aeroporti che la compongono attraverso l’integrazione, la razionalizzazione e la specializzazione degli stessi, come peraltro previsto dal  piano regionale dei trasporti vigente”.

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