Mercoledì, 25 Aprile 2018

    Porto, ecco le aree del molo che interessano alle ultime due cordate

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Che per il molo polisettoriale di Taranto si stia giocando una partita a quattro, lo avevamo già raccontato in un precedente articolo. Per la precisione, non appena giunsero le ultime due richieste di concessione da parte della Taras Terminal e della Taranto Multipurpose, ovvero il 5 marzo scorso.

    Così come, non appena furono pubblicate, vi mostrammo le planimetrie concernenti le porzioni di molo cui erano e sono interessati i due gruppi che per primi si sono fatti avanti: il consorzio Southgate Europe Terminal e la South Marine Gate srl.

    Oggi torniamo sull’argomento perché siamo in grado di mostrarvi anche le planimetrie presentate dalla Taras Terminal srl, newco costituita da Peyrani Trasporti Spa e Servizi Portuali Taranto Srl, parte del gruppo Campostano, e dalla Taranto Multipurpose Terminal, una associazione temporanea di imprese formata dalla Interminal, gravitante nella gruppo Di Sarno molto attivo negli scali laziali, e dalla Ecologica Spa, che fa riferimento all’imprenditore Stefano Miccolis.

    La Taras ha avanzato una richiesta di concessione per un’area di 92.399 metri quadrati cui si aggiunge l’utilizzo di un manufatto di circa 4472 mq da adibire a magazzino. Bisogna precisare che la newco è interessata a svolgere servizi di handling, ovvero servizi ausiliari al trasporto ed alla movimentazione merci, tra cui rientrano, ad esempio, il carico e lo scarico delle stesse.

    Ben più importante, in termini di estensione, la richiesta della Taranto Multipurpose Terminal srl, che riguarda una superficie complessiva di circa 340.000 mq e l’utilizzo di tre manufatti (officina e magazzini) retrostanti. Così come più ampio è il campo delle attività da svolgere, avendo in programma di svolgere attività di imbarco, sbarco, stoccaggio, magazzinaggio, manipolazione e confezionamento di merci varie e containerizzate.

    Per completezza di informazione ed affinché i lettori possano avere un quadro completo delle porzioni di molo richieste, ripubblichiamo qui di seguito quanto vi abbiamo già mostrato qualche mese fa. Partiamo dalla richieste dalla Southgate. Si tratta di un consorzio nato per volontà della Zeta System spa e della Taranto Iniziative Produttive srl.
    Quest’ultima si occupa di compravendita di beni immobili ed ha sede nel capoluogo ionico. Il suo nome compare anche nella cordata che componeva il consorzio Ulisse. Consorzio che a metà del 2016 si era candidato per la concessione del Molo, ma la cui istanza era stata poi respinta in fase istruttoria dall’Authority per mancanza dei requisiti richiesti. Il Ceo della Taranto iniziative produttive srl è, dal marzo 2017, Guglielmo Guacci, figlio di Giuseppe Guacci, già presidente delle Autorità portuali di Taranto (dal 1996 al 2000) e di Gioia Tauro (dal 2001 al 2006). Zeta System è invece un’azienda che si occupa di export marittimo, già attiva nei porti di Salerno e Bari. Questa è la porzione che il consorzio ha richiesto.


    South Marine Gate srl è invece il nome dell’ultima società. É costituita tra i partner Castiglia srl, Compagnia Portuale srl, Malucla srl e Quadrato Divisione Industria srl. La Compagnia Portuale è una società di Monfalcone, parte del gruppo Delta guidato da Pierluigi Maneschi, imprenditore livornese, ben noto a Taranto per essere stato agente italiano della taiwanese Evergreen. Castiglia è un’impresa di Massafra specializzata in bonifiche ambientali e trasporto e stoccaggio di rifiuti, mentre la Quadrato Divisione Industria è una azienda attiva nell’edilizia fondata ed amministrata dal tarantino Antonio Marinaro, già presidente della sezione provinciale dell’Ance.
    Questa la planimetria della porzione da loro richiesta.

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