Martedì, 25 Settembre 2018

    Via libera alla cessione Ilva, ma l’Antitrus mette i paletti

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “L’acciaio è un fattore produttivo indispensabile per molte industrie europee e per molti prodotti che utilizziamo ogni giorno”. Margrethe Vestager, commissaria alla Concorrenza dell’Ue sceglie di usare queste parole come incipit della propria comunicazione circa il via libera dato dall’Europa alla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal.


    “La decisione odierna – ha commentato ancora la responsabile dell’Antitrust - garantisce che l’acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal, che andrà a creare il produttore d’acciaio di gran lunga più grande d’Europa, non si traduca in un aumento dei prezzi dell’acciaio, a danno delle industrie europee, dei milioni di persone che vi lavorano e dei consumatori”.
    Le condizioni poste al colosso franco indiano sono note e riguardano la cessione di altri siti siderurgici sparsi per il vecchio continente. Condizione già accettata da Mittal e che ha recentemente sollevato l’opposizione del Lussemburgo. “Ciò garantirà il mantenimento – ha aggiunto Vestager – di una concorrenza effettiva sui mercati siderurgici europei. Tale decisione è in sintonia con l’azione risoluta dell’Ue volta a proteggere la nostra industria siderurgica dalle sleali distorsioni commerciali operate dai paesi terzi”.
    La seconda condizione riguarda l’uscita di Marcegaglia dalla compagine societaria e anche questo inciampo è stato superato diverse settimane fa, prevedendo l’intervento della Cassa depositi e prestiti nel capitale di AM InvestCo.
    Secondo Vestager, “la vendita ad ArcelorMittal delle attività di Ilva dovrebbe anche contribuire ad imprimere un’accelerazione agli urgenti interventi di risanamento ambientale della zona di Taranto”.
    “Per proteggere la salute degli abitanti di Taranto, è opportuno che tali essenziali interventi di bonifica proseguano senza indugi”, ha aggiunto.
    Ora l’unico nodo rimasto resta quello occupazionale. I sindacati chiedono il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, mentre Mittal vanta un contratto di affitto che gli consente di assumere 10 mila lavoratori per la durata del piano industriale e di scendere ulteriormente ad 8.500 a partire dal 2023.

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