Martedì, 25 Settembre 2018

    Indennità congelate ai dipendenti e sanzioni: i rilievi del Mef sono una cosa seria

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto studio R.Ingenito

    Dopo che nei giorni scorsi (leggi articolo) i consiglieri di opposizione Ciraci e Vietri (Forza Italia) avevano sollevato la questione dei rilievi del ministero dell’Economia sulla gestione comunale riferita al periodo 2010-2015, e in seguito alle sortite delle sigle sindacali che rappresentano la burocrazia cittadina, è il direttore generale del Comune, Ciro Imperio, a rispondere agli attacchi. Anche se il suo tentativo di gettare acqua sul fuoco rischia invece di infiammare la vicenda.

     

    Perché, proprio nel comunicato che lo stesso Imperio ha inviato, è messo nero su bianco che su questa questione il Comune rischia sanzioni dagli “effetti drammatici”.

    Ma andiamo con ordine. E partiamo dal conflitto con i sindacati del pubblico impiego. Dopo aver premesso che tutti i rilievi mossi dal ministero dell’Economia (Mef) all’ente civico si riferiscono ad un frangente storico e politico in cui era in carico il sindaco Stefàno, Imperio spiega che “da diversi mesi si è cercato un dialogo con i dirigenti del Mef, il più costruttivo possibile, mirato a far prevalere gli aspetti più sostanziali ed al contempo più sensibili in materia di bilancio e di personale, nonché per riconoscere, in particolare, il trattamento economico accessorio che è stato, in passato, congelato”.

    Ma il punto nodale resta un altro. Le rappresentanze sindacali infatti starebbero procedendo – a detta del direttore generale – con reiterate comunicazioni e diffide al giudice del lavoro per ottenere l’erogazione delle somme sinora non ancora liquidate al personale di palazzo di città.

    “Quello che non si comprende – scrive Imperio - è come mai si “minacci” il ricorso al giudice, a fronte di un continuo e difficoltoso impegno da parte dell’amministrazione a risolvere l’annosa problematica […]. A chi giova minare il rapporto tra amministratori e dipendenti che, nell’interesse di tutti e della Città in primis, devono avere unità d’intenti e remare nella stessa direzione?” – si chiede il direttore generale.

    Arriviamo quindi al secondo aspetto, richiamato in apertura: quello delle sanzioni. Interpretando letteralmente il comunicato del direttore generale si capisce che tra il Comune  e il Mef permane una distanza non ancora colmata. E che se dovessero prevalere le ragioni del Mef si andrebbe incontro a serie conseguenze. “Detto brutalmente – scrive il dg -, accettare in pieno le tesi del Mef ed i relativi indirizzi significherebbe, tra l’altro, incorrere in innumerevoli sanzioni, con drammatici effetti finanziari sul bilancio dell’ente e disastrosi effetti sulla città e sulle categorie più deboli di cittadini”.

    La nota di Imperio genera più ansie di quelle che si registravano in precedenza. A quanto ammonterebbero queste “innumerevoli sanzioni”? Che impatto avrebbero sui conti pubblici? Domande sinora senza risposta.

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